Fallait-il m’appeller du fond de l’Italie?

Era Levau che allora dirigeva i lavori del Louvre, succeduto a Lemercier; e gl’intrighi d’una consorteria, animata da Carlo Perrault, svogliarono il re d’adoprare il Bernini.

[178]. Lavori più o men peccanti lasciarono Flaminio Ponzio, Giovan Fiammingo, Costantino de’ Servi fiorentino, Carlo Lambardo d’Arezzo, Giovan Battista Soria romano che fece San Carlo de’ Catinari e la facciata di San Gregorio. A Carlo Rainaldi sono dovute le facciate delle due chiese in piazza del Popolo, e quella di Sant’Andrea della Valle, una delle migliori d’allora, la villa Pinciana, il duomo di Ronciglione, e il palazzo dell’Accademia di Francia. Il palazzo Altieri al Gesù magnifica l’abilità di Giannantonio De Rossi bergamasco, il quale pure non sapea disegnare di propria mano. La porta bugnata fu aggiunta da Mattia De Rossi romano, il quale succedette in quasi tutte le cariche al Bernini, e fu chiamato anche in Francia.

[179]. Egli rivela il suo metodo nel famoso sonetto a lode di Nicolino dell’Abate, dove la poesia non val meglio che il precetto:

Chi farsi un buon pittor brama e desia,

Il disegno di Roma abbia alla mano,

La mossa coll’ombrar venezïano,

E il degno colorir di Lombardia;

Di Michelangiol la terribil via,

Il vero natural di Tizïano,