Di Correggio lo stil puro e sovrano,

E di Raffael la vera simmetria;

Del Tibaldi il decoro e il fondamento,

Del dotto Primaticcio l’inventare,

E un po’ di grazia del Parmigianino:

Ma senza tanti studj e tanto stento

Si ponga solo l’opre ad imitare

Che qui lasciocci il nostro Nicolino.

[180]. Il soggetto stesso era trattato da Lorenzo Leonbruno mantovano, morto il 1537, emulo di Giulio Romano, e ignoto ai biografi contemporanei.

[181]. Secondo le note che si conservano alla biblioteca Ercolani a Bologna, il Guercino toccò per l’Agar 70 scudi, lire 1, soldi 8; pel san Brunone, scudi 781; pel san Girolamo desto dalla tromba, scudi 295; per un’Angelica e Medoro, scudi 351; pei ritratti del duca e della duchessa di Mantova al naturale, scudi 630. Dall’archivio dell’ospedal di Milano raccolgo che l’Annunziata ivi posta gli fu pagata lire milanesi 3167. Il san Girolamo fu pagato al Correggio 47 zecchini e cibo per sei mesi da Briseide Cossa: v’aggiunse due carri di legna, un porco grasso e frumento. Il re di Portogallo ne esibì 40,000 zecchini; poi il duca di Parma offrì un milione perchè i Francesi nol rubassero, e non si accettò.