[329]. Giuseppe Toaldo professore a Padova pubblicò nel 1748 il Dialogo intorno al sistema copernicano, che manoscritto esisteva presso quell’Università; credette dovervi premettere la protesta dell’autore, e che il moto della terra non possa sostenersi che come ipotesi; corresse i passi dove era dato in modo assoluto; e vi antepose la dissertazione del Calmet, ove i passi scritturali sono cattolicamente spiegati. Fino al 1835 si trovano nell’Indice de’ libri proibiti Copernico e Astunica donec corrigantur; Foscarini, Keplero Epitome astronomiæ copernicanæ; Galileo, Dialogo, et omnes alios libros pariter idem docentes; ma nel 1820 era stato permesso di trattare della mobilità della terra anche senza forma d’ipotesi.
Benedetto Castelli, ai 16 marzo 1630 scriveva a Galileo: — Il padre Campanella parlando i giorni passati con nostro signore, gli ebbe a dire che aveva avuti certi gentiluomini tedeschi alle mani per convertirli alla fede cattolica, e che erano assai ben disposti; ma che avendo intesa la proibizione del Copernico, erano restati in modo scandalizzati, che non ne aveva potuto far altro; e nostro signore gli rispose le precise parole seguenti: Non fu mai nostra intenzione, e se fosse toccato a noi, non si sarebbe fatto quel decreto». Le opere di Galileo Galilei, tom. IX. p. 196.
Galileo a frà Fulgenzio Micanzio scriveva da Arcetri il 26 luglio 1636: — Di Roma intendo che l’eminentissimo cardinale Antonio e l’ambasciatore di Francia han parlato a sua santità cercando di sincerarla come io mai non ho avuto pensiero di fare opera sì iniqua di vilipendere la persona sua, come gli scellerati miei inimici le aveano persuaso, che fu il primo motore di tutti i miei travagli; e che a questa mia discolpa rispose, Lo crediamo, lo crediamo, soggiungendo però che la lettura del mio dialogo era alla cristianità perniziosissima».
Un poscritto alla stessa lettera dice: — Godo da otto giorni in qua qui appresso di me la dolcissima conversazione del molto reverendo padre Bonaventura Cavalieri matematico dello studio di Bologna, alter Archimedes, il quale con riverente affetto la saluta, e le fa offerta della sua servitù».
E allo stesso il 16 agosto: — Quanto al padre matematico di Bologna, egli è veramente un ingegno mirabile, e credo che darà segno alla P. V. R. della stima ch’egli è per fare della sua grazia».
Poi il 18 ottobre: — Sento gran consolazione della soddisfazione ch’ella mostra della contratta corrispondenza d’affetto col padre matematico di Bologna».
Ciò vaglia a smentire il Libri, che del Cavalieri fa un nemico plagiario di Galileo, unicamente, a quanto sembra, perchè lo credette gesuita, mentre era gesuato.
[330]. Sui satelliti di Giove, 1666.
[331]. In un’altra lettera del 4 maggio 1665 al granduca ripete, non potersi la via delle comete credere rettilinea, ma una curva simile alla parabola. Zach, Zeitschrift für Astronomie, vol. VIII. p. 379. an. 1827.
[332]. In onore di questa invenzione, l’Università di Wittenberg un secolo dopo istituì le feste Secularia Torricelliana.