FINE DEL TOMO UNDECIMO
[ INDICE]
| LIBRO DECIMOQUARTO | ||
| Capitolo | ||
| CXLIX. | Quadro politico. Sisto V. Sistemazione civile ed ecclesiastica di Roma | [Pag. 1] |
| CL. | Savoja. Emanuele Filiberto. Carlo Emanuele. Genova. Congiura del Vachero | [50] |
| CLI. | Governo spagnuolo in Lombardia e nelle Due Sicilie | [77] |
| CLII. | Il Fuentes. L’Ossuna. Congiura del Bedmar. Masaniello | [136] |
| CLIII. | Guerra della Valtellina. Successione di Mantova e del Monferrato. Il Mazarino | [190] |
| CLIV. | Toscana | [229] |
| CLV. | Condizione materiale e morale. Opinioni. Ingegni eterocliti | [257] |
| CLVI. | Belle arti | [350] |
| CLVII. | Letteratura | [384] |
| CLVIII. | Scienze morali e filosofiche. Economia. Storia | [455] |
| CLIX. | Scienze naturali e matematiche | [531] |
NOTE:
[1]. Nel carteggio del residente veneto a Roma, sotto il 18 dicembre 1569 leggesi che il papa disse al cardinal di Gàmbara che «sa che la repubblica di Venezia è principe libero, e che non ha superiori, e che è il sustentamento della libertà e della gloria d’Italia, la quale, se non fusse il petto di quella serenissima repubblica, sarìa già molto tempo in preda delli oltramontani: e che voleva farli sapere una cosa in gran secreto, che non aveva mai più detta a niuno; che tutti gli altri principi dal maggiore al minore hanno in odio la serenità vostra e ne dicono male, e che ognuno si risente che la serenità vostra non stima niuno, e che non cerca di gratificarsi niuno. Il cardinale ha detto che non è da meravigliarsi di questo, perchè li principi non amano l’un l’altro se non quanto importa il suo conto, e che li italiani non amano la serenità vostra per invidia, e li oltramontani perchè li impedisce li suoi disegni in Italia».
[2]. Secondo note del doge Matteo Senarega, esistenti nella biblioteca della Università ligure, Genova nel 1597 contava 61,131 abitanti, di cui 2319 poveri soccorsi dal pubblico, 589 preti o frati, 1278 monache, 28,740 soldati, non contando la milizia forestiera: la rendita era di lire 428,264; le spese di lire 383,172 del bilancio dello Stato; 32,000 del bilancio del Comune; 164,873 di quel delle galee; 198,595 di quel di Corsica. Negli stessi archivj è il catalogo delle sostanze delle famiglie genovesi nel 1636, in occasione che vi fu imposta la tassa dell’un per cento; ove se ne contano quattordici che aveano fra 1,012,777 lire e 3,928,333.
[3]. De principatibus Italiæ, 1628, nella raccolta elzeviriana delle Repubbliche.
Nell’archivio Mediceo, fra le Carte strozziane, filza 320, è un manoscritto anonimo col titolo Relazione delle entrate, spese, forze e modo di governo di tutti i principi d’Italia, che sembra appartenere alla prima parte del secolo XVII. Secondo quello, lo Stato pontifizio in guerra traeva
| Dall’Umbria | fanti | 10,000 | cavalli | 3000 |
| dalla Romagna | » | 20,000 | » | 4000 |
| dalla Marca (bravi ed armigeri) | » | 15,000 | » | 2000 |
| da Bologna e Ferrara | » | 25,000 | » | 6000 |
| in tutto | fanti | 70,000 | cavalli | 15,000 |