Le opere del Lambertini furono pubblicate dal portoghese gesuita Emanuele de Azevedo in 12 vol., Roma 1747 e seg. I quattro primi contengono l’opera più importante De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione. Stimasi pur molto quella De synodo diœcesana.
* È assai bizzarro il vedere di che s’occupassero nella loro corrispondenza un papa e Voltaire. Questo, dedicando il Maometto a Benedetto XIV, gli scriveva un distico che cominciava:
Lambertinus hic est.
Il papa gli risponde che lo han criticato perchè egli fece breve l’hic: ma ch’egli lo avea difeso coll’esempio di Virgilio
Hic est quem promittere sæpius audis.
Voltaire lo ringrazia di ciò, e che poteva aggiungersi un altro esempio, ch’egli reca.
[66]. Il Muratori scrive al Magliabechi il 31 agosto 1704: — Già que’ padri han cominciato a farsi gloria di mordere qualunque persona capita loro sotto le mani, forse per far più cari i lor libricciuoli a chi ama il brusco della satira». Settant’anni più tardi, Pietro Verri, nell’elogio del Frisi, imputa i Gesuiti d’aver «portato all’eccesso un principio buono, qual è la stima e l’affetto pel ceto loro, onde osteggiarono chiunque a quello non apparteneva, e così ne venne una generale cospirazione, che gli attaccò nella pubblica opinione, unico appoggio col quale sosteneano quel meraviglioso edifizio».
[67]. «Si attaccherà un fuoco, il quale non terminerà nè così presto nè così bene... Questa faccenda non vuol andar a terminare molto placidamente... Non si può stare in questo bivio... È lunga pezza che si va tentando il vespajo... Converrà che un giorno nasca qualche stravagante disordine, e che si venga a rimedj violenti». Tom. VIII delle Apologie, e passim.
[68]. Trattato della vita e dell’impero dell’Anticristo. Il celebre Cordara vergò una difesa di questo suo confratello. Giuseppe Baretti nel Viaggio da Londra a Genova per l’Inghilterra, il Portogallo, la Spagna e la Francia, pubblicato in inglese nel 1770, divisa a lungo la persecuzione del Portogallo contro i Gesuiti e il supplizio del Malacrida; tutt’altro che favorevole all’Ordine, ma coll’indignazione d’ogni galantuomo contro l’ingiustizia. Pure bastò perchè gli fosse proibito di continuare l’opera stessa, che col titolo di Lettere famigliari avea cominciata a stampar in italiano a Milano e proseguita a Venezia, e il Baretti corse per le bocche coll’orribile taccia di gesuitante.
Vedansi i miei Italiani illustri.