[103]. Humiliores in metallum damnantur, honestiores in exilium mittuntur. Paolo, Dig. 38 De pœnis.

[104]. Giulio Claro, Quæst. 60, nº 24: Farinacio, Quæst. 98, nº 98, 102, 105.

[105]. Già nel 1671 il magistrato di Vienna propose e l’imperatore Leopoldo decretò una casa di correzione, ove collocare ben separate le donne pervertite, i figli disobbedienti, gli accattoni irrequieti, e l’altre persone disutili, per trattenerle in continuo lavoro. L’anno prima, essendo preside al senato l’Arese, a Milano erasi proposta una casa di lavoro pei poveri e correzione pei discoli; ma non fu attuata che nel 1758, aperta nel 1766. V’erano cenquaranta celle separate, di cui venticinque per le donne, venti pei ragazzi; e conoscendo qual supplizio fosse la solitudine, furono riservate a quei che prima mandavansi alle galee di Venezia, stabilendo che un giorno scontasse due di condanna.

[106]. Il padre Labat dice che in Italia, oltre la forca, usavano la mazzuola e la mannaja. Colla prima, messo il condannato sul patibolo con mani, piedi e ginocchia legate e gli occhi bendati, il boja gli dava d’un maglio sul capo, e così stordito lo sgozzava. La mannaja era un telajo, coi lati scanalati, entro cui scivolava un ceppo pesante, con un fendente, che lasciato cascare sul collo del paziente, gli facea saltar la testa (Voyage en Italie, 1730, tom. VII. p. 21). Questo ordigno non era nuovo, giacchè Jean d’Autun, biografo di Luigi XII, al 1507 racconta che Demetrio Giustiniani genovese, condannato a morte per ribelle, montò sul palco, si pose a ginocchio e stese il collo: il boja prese una corda cui era attaccato un grosso ceppo finito con un fendente, che scivolava fra due travi, e tirò la corda in modo che il ceppo tagliente cascò fra la testa e le spalle del Genovese, e la testa andò da una parte, il corpo dall’altra. Non era dunque novità la ghigliottina, anzi tale supplizio è disegnato nelle Symbolicæ quæstiones de universo genere di Achille Bocchi, 1555.

[107]. Beccaria, Proemio.

[108]. Je regarde (dice Brissot) ce traité comme la base des travaux faits sur cette partie. C’est, sans contredit, le premier livre philosophique qui ait paru dans ce genre. E nelle Nouvelles de la république des lettres (Berna 6 luglio 1781): Le traité Dei delitti e delle pene a le premier ouvert les yeux sur les abus des lois pénales. Di rimpatto Muyart de Vouglans, nella Confutazione del 1766, diceva: Que penser d’un auteur qui prétend élever son système sur les débris de toutes les notions qui ont été reçues jusqu’ici; qui, pour l’accréditer, fait le procès de toutes les nations policées, qui n’épargne ni les législateurs, ni les magistrats, ni les jurisconsultes?... E Jousse, nel Traité de justice criminelle del 1770: Le traité Des délits et des peines, au lieu de répandre quelque jour sur la matière des crimes, et sur la manière dont il doivent être punis, tend, au contraire, à établir un systême des plus dangereux et des idées nouvelles qui, si elles étaient adoptées, n’iraient à rien moins qu’à renverser les lois reçues jusqu’ici par les nations les plus policées.

[109]. Rousseau e l’Esprit d’Elvezio sono i libri su cui più si formarono i nostri. Di Rousseau tace il Beccaria, perchè questo era in urta cogli Enciclopedisti. Quanto ad Elvezio, il Morellet ne muove rimprovero ai nostri, scrivendo nel cap. III delle sue Memorie: Les Italiens, parmi lesquels je vivais, ne s’en occupaient pas encore, quoique ce fût le pays de l’Europe où cet ouvrage devait avoir le plus de succès, et a fini par l’obtenir; car de tous les Européens, ceux qui estiment moins l’humanité sont, sans contredit, les Italiens, qui, en général, ne croient pas assez à la vertu, et qui disent presque tous dès vingt ans le mot de Brutus, qu’il ne faut dire comme lui qu’en mourant: O vertu, tu n’es qu’un vain nom. Chi sa cosa significasse virtù fra gli Enciclopedisti, coglierà la portata di questo rimprovero a gente che curava gli uomini, non l’umanità.

[110]. Platone nel Gorgia.

[111]. Giustiniano, Nov. XVII. cap. 5: Cum vehementia corrige, ut paucorum supplicium alios omnes faciat salvos; Nov. XXX. cap. 11: Acerbe punito, ut paucorum hominum supplicio omnes reliquos continuo castiges; e lib. XXXI. Dig. Depos.: Ut exemplo aliis ad deterrenda maleficia sit. Pure Paolo dice che Pœna constituitur in emendationem hominum; leg. 20. Dig. De pœnis. Ma sant’Agostino posava: Pœna proprie dicitur læsio quæ punit et vindicat quod quisque commisit; Can. 4. quæst. 3. dist. 3. cas. 33.

[112]. «La morale, la politica, le belle arti, che sono le scienze del buono, dell’utile, del bello, derivano tutte da una scienza sola e primitiva, cioè la scienza dell’uomo; nè è sperabile che gli uomini giammai facciano in quella profondi e rapidi progressi, se non s’internano a rintracciare i primitivi principj di questa; oltre di che, non è possibile che ricercando le verità politiche ed economiche nella natura dell’uomo, la quale ne è la vera fonte». Ricerche sullo stile.