«Dato nel tribunale del Sant’Uffizio di Modena li 24 dicembre 1776.
«D. Vincenzo Tedeschi, cancelliere del Sant’Uffizio».
A Milano era una compagnia di quaranta Crucesignati, cavalieri con una croce in petto, e di cui era capo il padre inquisitore. La festa di san Pietro Martire radunavansi nel loro oratorio, e al vangelo sguainavano le spade in segno di zelo e costanza a tener pura e propagare la fede e obbedir ciecamente al Sant’Uffizio. Durarono fin al 1770.
[144]. Vedi Anton Francesco Pagani, Storia dell’Inquisizione di Toscana. Firenze 1783. In quei tempi dovea far colpo l’apologo del Crudeli, d’un uomo che, avendo il suo giardino guasto da una lepre, invocò contro di essa il re; e il re vi entrò con un esercito intero, che sobbissò il giardino e la casa, e abbattè anche la siepe,
E in men d’un’ora fêr sì gravi danni,
Che le lepri d’un regno insieme unite
Non avrebbero al certo
Così gran guasto mai fatto in cent’anni.
Popoli, se tra voi sorge una lite,
Non chiamate in ajuto un re possente;