[177]. Arina, Delle cose di Corsica dal 1750 al 68.
[178]. Era una curiosità l’aver monete di re Teodoro, e i piccoli da cinque soldi pagaronsi fin quattro zecchini, e portavano: Theodorus rex — Rego pro bono publico. Un’altra d’argento portava la Madonna col motto: Monstra te esse matrem, e al rovescio le armi del regno.
Una biografia di re Teodoro, espressiva come la realtà, fantastica e patetica come un romanzo, fu stesa poc’anzi da Carlo Augusto Varnhagen d’Ense, il quale conchiude: — Nel 1736 un Westfaliano fu re in Corsica; settantatre anni dopo, un Côrso era re in Westfalia».
[179]. A proposito della conquista della Corsica, Voltaire scriveva nel 1769 al signor Bargemont: Je crois comme vous qu’on casse des cruches de terre avec des louis d’or; et qu’après s’être emparé d’un pays très-misérable, il en coûtera plus peut-être pour le conserver que pour l’avoir conquis. Je ne sais s’il n’eût pas mieux valu simplement s’en déclarer protecteur avec un tribut; mais ceux qui gouvernent ont des lumières, que les particuliers ne peuvent avoir. Il se peut que la Corse devienne nécessaire dans les dissensions qui surviendront en Italie. Cette guerre exerce le soldat et l’accoutume à manœuvrer dans un pays de montagnes. D’ailleurs cette entreprise étant une fois commencée, on ne pourrait guère y renoncer sans honte. Lettere inedite di Voltaire, del signor Cayrol, 1856.
Cioè anche Voltaire intonava la canzone, ripetuta anche testè, che, quando l’onore della Francia è impegnato, bisogna andar innanzi, giustizia o no.
[180]. Vir nemoris è il titolo d’un poemetto latino, in costui lode composto da Ottaviano Savelli amico dell’Alfieri.
[181]. Vol. I. p. 100.
[182]. La contea di Gorizia (di cui una storia in italiano da Carlo Morelli di Schönfeld fu stampata a Gorizia il 1855) fu invasa dalla lingua italiana e dal dialetto friulano. Le cause trattavansi in latino, e avendo la reggenza di Vienna nel 1556 ricusato d’accettare atti in questa lingua, si prese a farli in italiano, che divenne comune nel fôro sinchè gli stati goriziani ordinarono che il patrocinio si sostenesse da avvocati tedeschi e le scritture e arringhe si facessero in latino. Ma fu inutile, e prevalse l’italiano; italiani erano i predicatori, i primi cancellieri; e il giuramento prestato nel 1564 all’arciduca Carlo fu nelle lingue tedesca, slava e italiana. La moneta corrente era la veneziana. L’imperatore Leopoldo I, stando nel 1660 a ricever l’omaggio della contea di Gorizia, scriveva al maggiordomo dell’arciduca Carlo suo fratello: — Il paese, il clima, il non sentir favellare altra lingua che l’italiano, mi fanno scrivere anche nella medesima». Solo a metà del Settecento si diffusero il parlare e i costumi tedeschi, ma l’italiano vi ebbe sempre corso.
[183]. Il ducato equivale a lire 4.19. Il bilancio del 1783 portava:
| Entrata per gli appalti | ducati | 1,399,613 |
| Dazj della dominante | » | 1,469,523 |
| Nella terraferma | » | 1,016,677 |
| Nella Dalmazia | » | 29,335 |
| In Levante | » | 94,564 |
| Gravezze della dominante | » | 562,444 |
| Della Terraferma | » | 510,634 |
| Della Dalmazia | » | 66,722 |
| Del Levante | » | 84,503 |
| La spesa ammontava | » | 6,624,668 |
| di cui le milizie di terra e di mare, e le fortificazioni assorbivano | » | 2,097,618 |
| L’istruzione pubblica | » | 51,812 |
| Le pubbliche costruzioni | » | 119,255 |