[249]. L’aprile 1856 a Parigi fu messa all’asta una collezione di cinquantotto lavori della Rosalba; e il catalogo è preceduto da una buona notizia.

[250]. Primi membri dell’Ercolanese furono Mazzocchi, Zarillo, Carcani, Galiani, Ronca, Ignara, Paderni, Pianura, Castelli, Aula, Monti, Bajardi, Giordano, Valletta, Pratillo, Cercati, Della Torre, Tanzi; e a spese del re fecero l’edizione di quelle antichità, che davasi in dono. Poi monsignor Marcello Venuti, l’abate Ridolfino suo fratello, il cardinale Quirini, Maffei, Gessner, Anton Francesco Gori, Matteo Egizio, l’abate Martorelli, Giambattista Passeri, il padre De Rossi, il padre Paoli, Cochin disegnatore, Bellicard architetto, W. Hamilton, l’abate Saint-Non e altri illustrarono quelle ed altre antichità.

[251]. La miglior edizione di Celso fu procurata dal veronese Leonardo Targa a Padova nel 1760.

[252]. Voltaire lo lodò più volte, fra le altre con questa strofa più stolida che profana:

C’est à vous d’instruire et de plaire;

Et la grâce de Jésus-Christ

Chez vous brille en plus d’un écrit

Avec les trois grâces d’Homère.

[253]. Gli si attribuisce la lepida opera Della seccatura, discorsi cinque di L. Antisiccio Frisco, dedicati a Nettuno. Venezia 1753. Vi distingue le seccature di epibaterie per ritorno da viaggi, di complimento, di soteria per guarigione, e le epitalamiche e le epicedie, poi le seccature di negozio.

[254]. Famoso fu il Catalogue raisonné della libreria Crevenna, sei volumi in-4º, con lettere inedite e altre leccornie bibliografiche. Era di un negoziante milanese stabilito ad Amsterdam, che avendo poi perduti molti milioni, dovè mettere in vendita quella preziosa raccolta, facendone fare un altro catalogo da Tommaso Ocheda tortonese (-1831), il quale n’era bibliotecario. Oltre gli accennati cataloghi del Mittarelli e del Morelli (pag. 427), vuolsi ricordare Nicolò Francesco Haym romano, che a Londra istituì un teatro d’opera italiana, compose sonate, intagliò nel Tesoro britannico le più belle medaglie e statue esistenti in Inghilterra, poi fece la Notizia de’ libri rari in lingua italiana, 1726, ristampata a Milano il 1771 con moltissime correzioni e aggiunte di Ferdinando Giandonati, poi altre volte con inserirvi opere tutt’altro che rare.