Che dall’orto all’occaso, allor che il foco,
Il suo sdegnando sotterraneo loco,
Scoppiò terribilmente all’aer nostro;
A scogli scogli, e di più scogli un mostro
Qua e là innalzando con orribil gioco,
Indi ergendo altri monti, ond’è che a poco
A poco nacque il bel terreno chiostro.
E dell’acque in uscir quell’ampie moli
Turba in sè, che ivi ancor si chiude e implica,
Portâr di pesci e d’altro ond’è il mar pieno.