Di là s’avvien che alcun di lor s’involi,
Par che, veloce al pian scendendo, ei dica:
Cerco tornare al mio gran padre in seno.
[298]. Il Galiani beffa la smania allora entrata di tutto spiegare coll’elettricità. Se uno aprendo la tabacchiera starnuta, gli è il fluido elettrico starnutatorio che salta da quella al naso. Se uno paga un debito, è la materia elettrica metallica che dalla sacca del debitore corre in quella del creditore. Se un innamorato bacia la mano alla bella e questa ne gode, gli è il fluido elettrico che dalle midolle di lui passò in quelle di lei, ecc. Spaventosissima descrizione ecc.
[299]. Mezzi singolari adopravano gli antichi per preservarsi dal fulmine. Erodoto (iv. 9) narra che i Traci scoccavano freccie contro il cielo in tempo che lampeggiava; egli dice per minacciarlo, ma alcuno volle sbizzarrire trovandovi un’idea de’ cervi volanti elettrici. Plinio riferisce che gli Etruschi sapevano trar dal cielo il fulmine, che lo dirigevano a lor grado, e lo fecero cadere sopra un mostro chiamato Volta, che devastava i contorni di Volsinio: ma poichè egli non rammemora altri mezzi che sagrifizj e preghiere, non possiamo cavarne istruzione alcuna. Narrò altri d’aver visto una medaglia romana a Giove Elicio (il Dio che trae le folgori), dove esso era rappresentato sopra una nube, mentre un Etrusco lanciava in aria un cervo volante. Duchoul fece incidere una medaglia d’Augusto, ove si vede un tempio di Giunone, col colmo armato d’aste puntute, simili ai nostri parafulmini: ma sono autentiche tali medaglie? e attestano una scienza fulgurale altro che superstiziosa? (V. Laboissière, Acad. du Gard). Plinio stesso dice che gli antichi credevano il fulmine non penetrasse mai sotterra più di cinque piedi; perciò Augusto rintanavasi quando folgorasse: ora il fatto si riconosce falso. Secondo Kämpfer, gl’imperadori del Giappone si riparano dai fulmini in una caverna, sopra la quale tiensi un serbatojo d’acqua che dee spegnere il fuoco della saetta: ma si sa che la saetta uccide anche sott’acqua. Tiberio mettevasi all’uopo una corona d’alloro, perchè il fulmine rispetta questa pianta: asserzione poetica, smentita dal fatto.
[300]. Nel Systema medico-mecanichum et nova tumorum methodus (Parma 1791) spiega tutto a figure matematiche; e per esempio, l’infiammazione dipendere dal trovarsi i globuli del sangue ritenuti nelle estremità sottili del cono che rappresenta il tubo arteriale, onde lasciano sfuggire la materia ignea combinata con essi.
[301]. Palermo, 1726. Poichè non abbiamo taciute altre delle bizzarrie scientifiche onde si trastullarono od occuparono i padri nostri, diremo come nel collegio de’ Cinesi a Napoli stette il medico Hivi-Kiù, famosissimo conoscitore di polsi, che da questi indovinava le malattie passate e future. Il valente medico Cirillo, che fu poi vittima delle riazioni politiche nel 1799, dicono il visitasse sovente, meravigliato delle diagnosi di esso.
[302]. Raccolta d’opuscoli scientifici e letterarj. Ferrara 1779, tom. III.
[303]. Petronio Caldani suo fratello (-1808) da D’Alembert è chiamato il primo geometra ed algebrista d’Italia. Floriano Caldani nipote, e successore di Leopoldo nella cattedra d’anatomia, lasciò Istituzioni anatomiche, e varie operette; e fu buon filologo. Morì sessagenario a Padova nel 1837.
[304]. Aurelio Bertola, Filosofia della storia. Vedi pag. 548.