[204]. Notificazione del segretario di Stato, 23 febbrajo.
[205]. Vedi il Moniteur dell’agosto 1831, e massime il discorso del signor Cabet.
[206]. Dalle relazioni ministeriali consta che, al fine di settembre del 1831, la Francia dava sussidj a 2867 Spagnuoli, 962 Portoghesi, 1524 Italiani.
[207]. Con atto insolito fra’ principi italiani d’allora, ridusse l’arciduchessa a una lista civile, e potè rifiorire l’erario, levando le corruzioni dell’amministrazione e gli scialacqui.
[208]. Chi disse averlo ucciso il duca perchè non ne potesse rivelare all’Austria le trame, dimenticò che questi avealo lasciato a lungo nelle carceri di Mantova.
[209]. Sue lettere al marchese D’Azeglio, nella Rivista contemporanea 1854. Egli morì improvviso a Pesaro nel 1838.
[210]. «L’amministrazione della giustizia era abominevole», lo assicura il Brofferio, Storia del Piemonte, tom. II. p. 87.
[211]. Da Carlo Emanuele I di Savoja nacque Tommaso Francesco (-1656), che sposò Maria di Borbone, erede del contado di Soissons, e generò Emanuele Filiberto Amedeo sordomuto (1709), capostipite dei principi di Carignano. Da Eugenio Maurizio suo cadetto e da Olimpia Mancini nipote del cardinale Mazarino, ceppi d’una nuova casa di Soissons, nacque il celebre principe Eugenio. Dal primogenito Vittorio Amedeo (-1741) discendono Luigi Vittorio Amedeo (-1778); Vittorio Amedeo (-1780); Carlo (-1800); Carlalberto (1798-1849); Vittorio Emanuele nato 1821.
[212]. Fa raccapriccio il leggere que’ supplizj nel Brofferio. Il ministro L’Escarène scriveva al Galateri: J’ai rendu comte à sa majesté de la manière dont votre excellence a fait exécuter la sentence proférée par le conseil de guerre. Dans les moindres choses V. E. prouve son zèle pour le bon service du roi... Le roi m’a entendu avec intérêt, et m’a plusieurs fois interrompu pour exprimer toute l’estime et toute la confiance que V. E. mérite, et que sa majesté lui accorde.
Carlalberto, in un manoscritto citato dal Cibrario, nel 1839 scriveva a proposito de’ suoi nemici: Je n’ai persécuté personne; je n’ai pas adressé un seul reproche. Il Gualterio (tom. I, p. 71). sostiene che capo de’ Carbonari era Luigi Filippo, e ch’egli denunziò i cospiratori italiani all’Appony ambasciatore austriaco a Parigi!