12. Gens Valeria, stratta da Voluso, venuto a Roma con Tazio. Publio Valerio Voluso fu console il primo anno della repubblica, ed ebbe il titolo di Poplicola. Suo fratello, dittatore nel 260, chiamossi Massimo per aver riconciliato il senato col popolo. Da questi due fratelli discesero due linee. Quella del maggiore si suddivise in due collaterali, i Poplicola e i Potitus, detti poi Flaccus nel V secolo. La linea del Massimo prese anche il nome di Corvius o Corvinus, in memoria del combattimento con un Gallo, sostenuto dal più famoso di loro casa. Il pronipote suo v’aggiunse il nome di Messala per aver preso Messina. Discendea da loro Messala Corvino, protettore di Tibullo. Altri rami di questa casa erano i Levinus, i Falto ecc., oltre i plebei.

13. Gens Vettia, oriunda sabina. Un Vettio fu interrè fra Romolo e Numa. Judex chiamavasi una sua linea.

14. Gens Vitellia è delle antichissime; volea provenire da Fauno re degli Aborigeni, e dalla dea Vitellia: ma restò oscura fino all’imperatore Vitellio.


Da queste quattordici case, sangue purissimo di semidei, veniamo alle minores gentes:

1. Gens Æbutia. Dal ramo Elva uscirono varj consoli nel III e IV secolo.

2. Gens Æteria o Ateria, in cui erano i Fontinales.

3. Gens Aquilia, da aquilus nero. Erano di essi quello cui Mitradate VII fece colar oro in gola, e il giureconsulto che fu pretore con Cicerone.

4. Gens Atilia, col soprannome di Longus.

5. Gens Cassia. Suoi rami i Longini e i Viscellini: soli i primi s’illustrarono.