6. Gens Claudia. Atto Clauso Regillense, ricco sabino, mutatosi a Roma dopo la cacciata dei re, prese il nome di Appio Claudio, donde la gente più arrogante. Suo nipote fu decemviro: un altro costruì la via Appia, ed ebbe il soprannome di Cieco. Un suo figlio diede il soprannome di Pulcher alla sua linea, estintasi nella guerra civile. Il Clodio famoso si fece adottare da un plebeo per divenire tribuno, mentre, fino a Nerone, nessun plebeo era stato adottato dai Claudj. Da un altro Claudio, soprannominato Nero che in sabino significa prode, discesero gl’imperatori Tiberio, Claudio, Caligola, con cui finì la gente Claudia patrizia, stata cinque volte alla dittatura, ventotto al consolato, sette alla censura, e che avea menato sei trionfi e due ovazioni.

7. Gens Cominia: due rami, Aruncus e Laurentinus.

8. Gens Cornelia, la più numerosa e illustre pei più grand’uomini. De’ molti suoi rami quattro sono certamente patrizj:

I Lentuli, detti da uno che aveva la pelle chiazzata di lentigini, o che introdusse la coltivazione delle lenti. Il primo console loro trovasi nel 451, l’ultimo nel 736. Publio Cornelio Lentulo console nel 683, fu cognominato Sura, polpaccio della gamba, perchè avendogli Silla chiesto conto del denaro amministrato come questore, egli rispose che la sua gamba ne renderebbe ragione, alludendo a un trastullo fanciullesco, ove era percosso su quella parte chi mancava di sveltezza.

I Maluginenses. Un ramo ebbe nome di Cossus cioè rugoso, poi di Arvina grasso.

I Rufini, nominati dal colore de’ capelli, illustrati principalmente da Silla dittatore, il cui bisavo avea avuto tale soprannome perchè l’oracolo sibillino l’avea incaricato di celebrare i giuochi ad onore di Apollo.

Gli Scipiones, più famosi, provengono da uno che al padre cieco serviva di bastone (σχηπιον). Nel IV secolo si divisero in quattro linee, Hispallus, Nasica, Africanus, Asiaticus. Gli Ispalli furono i meno illustri, detti da Hispanus, un di loro che portò primo la notizia della conquista di Spagna fatta da suo fratello. I Nasica durarono a lungo, e sotto Nerone uno d’essi era sposo di Poppea. Gli Africani e gli Asiatici venivano dai due fratelli vincitori d’Annibale e di Antioco: il primo adottò il figlio di Paolo Emilio, che non ebbe discendenza; degli Asiatici trovasi un console nel 671. Dice Cicerone che, fino a Silla, il cadavere di nessun Cornelio era stato bruciato, costumandosi di sepellirli. Sotto i primi imperatori troviamo ancora un Publio Silla, genero di Claudio, esule a Marsiglia, ucciso da Nerone; Publio Cornelio Scipione, marito della prima Poppea; molti Lentuli consoli; un Gneo Dolabella, scannato per ordine di Vitellio; Gneo Cinna, graziato da Augusto; un Maluginese flamine diale. Altri erano plebei.

9. Gens Curtia, oriunda del paese dei Sabini.

10. Gens Fossia. Uno de’ suoi soprannomi era Flaccinator, quasi infiacchitore.

11. Gens Furia o Fusia da Medullia ne’ Latini venne a Roma sotto Romolo. Due rami s’illustrarono, il Medullinus e il Camillus: dopo il 429 non appajono nella storia fino al 780, quando un Furio Camillo proconsole d’Africa è nominato da Tacito. Un altro ramo dei Furj chiamavasi Pacilus. Ebbero sette dittatori, venti consoli, ventitre tribuni militari, quattro censori, sette trionfanti.