Ma poichè non potevasi ammettere in paradiso chi fosse mancato di fede ne’ piè passi o ne’ passuri, si volle almeno a Virgilio attribuire la massima potenza che uom possa avere in terra, e ch’ei se ne servisse soltanto a vantaggio altrui. Pertanto egli fu supposto fondatore di città ed autore de’ benefizj che Italia tiene dalla natura. I Napoletani narravano mille storie intorno alla grotta di Posilipo, ove additano la scuola di Virgilio, e dove suppongono si ritirasse a far sortilegi ed insegnare le arti segrete a pochi adepti, che con quelle principalmente riuscivano a prosperare le campagne. Con quelle il poeta, in una notte sola, aprì nel masso la famosa grotta; costruì i bagni di Pozzuoli, e su ciascuna vasca il nome dell’infermità che guariva; fece una statua che soffiava in modo, che le ceneri del Vesuvio (per verità non ancora ignivomo) restavano respinte dalle campagne napoletane; fece un cavallo di metallo, che guariva ogni cavallo malato; e una mosca pur di metallo, mercè della quale nessuna mosca più v’ebbe in Napoli. Fu sin detto ch’egli fondasse la città di Napoli, il cui greco nome di Partenope sarebbe traduzione di Virgilio: e soggiungevano che Augusto l’avesse donata a quel poeta con tutta la Calabria. Altre volte egli fa del male, ma contro Augusto, presentato in tal caso come un tiranno o uno stupido, e che lo avea spogliato dell’aver suo; e contro il soldano di Babilonia, aggiunta fatta al tempo delle crociate, quando pure vien fatto educare a Toledo, invece di Atene come diceano i precedenti. Fin al principio del secolo XVII mostravasi a Firenze lo specchio di cui si serviva per le operazioni di necromanzia, e un altro nel tesoro di San Dionigi a Parigi: l’immagine di lui portavasi al collo come un talismano contro gl’incanti: il suo sepolcro credevasi recar felicità al paese: e qualvolta fosse toccato, ne seguiva tremuoto.
Innumerevoli poemi, racconti, romanzi, storie narrano questi prodigi di Virgilio; ma nessuno ha baje più strane che I fatti meravigliosi di Virgilio, figliuolo d’un cavaliere delle Ardenne, nella Margherita poetica di Alberto di Eyb (Norimberga 1472). Un rozzissimo Bonamente Aliprandi, vissuto al fine del XIV secolo, stese una Cronaca mantovana in terzine, ove le favole più assurde sono accumulate sopra Marone; e ci perdoni questo genio dell’ordine e dell’armonia se alcun che ne produciamo.
La madre di Virgilio fu avvertita in sogno che dovrebbe partorire un gran poeta:
La donna fece l’animo jocondo;
E quando venne lei al partorire,
Nacque il figlio maschio tutto e tondo.
Seguono le tirannidi esercitate sopra Mantova da un tal Arrio centurione; per cui Virgilio mutatosi a Roma, ottiene il favore d’Augusto e la restituzione de’ beni suoi, e si mette tutto al poetare:
Ciascuno gli facea grande onore;
Filosofo, e poeta di grandezza,
Di retorica si era lo maggiore.