Ch. Giraud, Bronzes d’Ossuna, 1874. Enchiridion juris romani, 1875.
I lavori dell’Istituto di Francia nel 1874 e nel 1876, pag. 800, poi nel 1877.
Ernesto Desjardins fece uno studio sul Paese gallico e la patria romana, mostrando che non è vero che le provincie fossero assimilate alla metropoli. Roma non pensò distruggere i paesi che assoggettava, ma trasformare il senso della parola patria.
Il senato che organizzava le conquiste, proponevasi di distruggere le antecedenti confederazioni e sostituirvi la città; ruinare la patria nazionale e far prosperare la patria municipale: stabilendo un’autonomia municipale, garantita dalla protezione di Roma, e colla lusinga d’entrare nella cittadinanza romana. A ciò non richiedeasi violenza, ma guadagnare gli spiriti, troppo inclini alla discordia, alle invidie, alla guerra fraterna. Per quelle gelosie, Cesare potè sempre aver alleato qualche popolo gallo contro gli altri.
Vol. II, pag. 322, lin. 12:
territoristi, leggi terroristi.
Vol. III, pag. 33, lin. 5, aggiungi:
In effetto non definisce nè il bene nè il male, nè la legge: per criterio della morale non porge che una natura vaga, ragionevole; non nomina Dio, non l’anima o l’immortalità, non il libero arbitrio: della scienza stessa non tiene conto se non in quanto è pratica; vede unicamente la repubblica, l’onestà politica; l’amor di patria pone al di sopra dell’amor di famiglia. In somma la sua è quella che or dicesi morale indipendente; alla ricerca di questa sono diretti i primi cinque capitoli, e sempre non fa che dimostrare la virtù esser utile[221].
Vol. III, pag. 211, lin. 13:
Bedriaco, leggi Bebriaco.