I Weriginski o Tolstoiani non vivono che di tè e spesso si lasciano battere dai conterranei senza dir altro che «Dio aiutami«, finchè i persecutori cadono ai loro piedi ammirati.

Sono dunque queste nuove sette, vere epidemie di santità e di virtù.

Anzi è curioso che nella Russia del Sud dove nascono (certo per effetto del clima caldo che, come sappiamo, fa più incline l'uomo all'omicidio) delle sette sanguinarie, anch'esse in mezzo ai più feroci costumi hanno degli scopi altamente morali; così i Douchobortzi uccidevano tutti i fanciulli anormali di corpo o di spirito per rispetto allo spirito divino che li dovrebbe abitare: un loro capo, Kapoustine, faceva seppellire vivi tutti quelli che tradivano i dogmi della setta, e in un processo intentatogli si rivelarono a suo carico 21 omicidi religiosi. Tuttociò parrebbe più che criminale; eppure questa setta è contraria alla guerra e predica: lo czar non regnare che sui tristi e sui criminali, sicchè le genti oneste, i veri Douchobortzi non sanno che farsi delle sue leggi e della sua autorità.—E da essi pullularono i Molokani, bevitori di latte, nemici dei preti, dei riti inutili, degli ornamenti; tutti colti, onestissimi, che si aiutano fra loro, non hanno alcun povero, alcun mendicante, e ovunque vengon deportati trasformano in giardini i luoghi più inospitali (Revue des Revues, 1895).

E i Mormoni in America erano notorî per l'attività e probità. Gli è che i nuovi settari, sien pure pazzi e fanatici, sono monoteizzati da un'idea che fa loro da inibitrice da vaccino dalle passioni più ignobili.

Ma sopra tutto influisce favorevolmente la religione che più si spoglia delle forme e bada alla morale.

La contraddizione, insomma, dell'influenza, ora grande ora nulla, della religione si toglie se concludesi che la religione è utile, e quando si fonde veramente colla morale, e abbandona il culto delle formule, il che ora non può darsi che nelle religioni nuove, perchè tutte in principio sono morali, e poi a poco a poco si cristallizzano, e le pratiche rituali sopranuotano e annebbiano il nucleo morale, meno facile a concepirsi e ritenersi dal volgo: quindi si nota una minore propensione al crimine, anche là dove solo il senso etico e non il religioso è in onore come fra gli uomini atei ma colti, perchè ci vuole un'energia intellettuale per resistere al consenso universale, una forza inibitrice, che come resiste all'imitazione, resiste anche agli impulsi istintivi; ragione questa forse unica dei vantaggi dell'alta coltura.

Analogamente si spiega perchè certi popoli protestanti in cui il fervore religioso è più caldo e più ardente, come Ginevra e Londra, sono i soli in cui malgrado la aumentata civiltà, e la popolazione addensata (Londra da sola è più popolata di una intera regione italiana), il delitto sia in ribasso.

Qui, non è in giuoco l'inibizione, ma invece una grande passione religiosa, che neutralizza e doma gli istinti più ignobili, e combatte con tanto accanimento i vizi e le tendenze immorali, da debellarle.

In Inghilterra la religione recluta migliaia di fanatici, che sotto i nomi e le teorie più diverse si agitano febbrilmente per salvare le anime umane dalla perdizione. Essi hanno un campo immenso in cui agitarsi, organizzando chiese, processioni, opere pie, predicazioni, ecc., ecc. Nei paesi latini, invece, dove la chiesa cattolica stende la sua dominazione, la religione non può che molto meno essere un parafulmine del vizio; e ciò non tanto in ragione della irreligiosità e dello scetticismo del popolo—molto minore di quanto si crede, anche nella patria di Voltaire—ma per l'organizzazione stessa della sua chiesa. La chiesa cattolica è una grande istituzione disciplinare e quasi un esercito fondato sulla obbedienza e subordinazione; in cui ogni uomo ha il suo posto, la sua linea di condotta, le sue idee già fissate da leggi fortissime. I fanatici attivi, come il Bernardo, che sono naturalmente indipendenti e un po' rivoltosi, non possono quindi trovarcisi che a disagio; salvo nelle missioni l'unico dipartimento della chiesa che ridona all'individuo una certa indipendenza e autonomia (Ferrero); mentre si trovano benissimo tra la indipendenza un po' anarchica delle varie sêtte protestanti, libere ed autonome come tanti piccoli clans di tribù barbare, quali p. es. la Salvation Army, i Baptisti[120].

«Un altro sfogo al fanatismo, potentissimo nelle nazioni germaniche e specialmente in Inghilterra, ma che manca quasi del tutto nelle nazioni latine è la filantropia. Londra è la capitale di questi fanatici della filantropia; sono uomini o donne di tutte le classi e le posizioni sociali, ricchi o poveri, istruiti o ignoranti, normali o matti, che si sono fitti in mente di guarire la malattia sociale e di sradicare dalla società una forma speciale di miseria e dolore. Uno si è preso a cuore i bambini torturati dai genitori; l'altro i vecchi diventati ciechi; un terzo i pazzi maltrattati nei manicomii; un quarto i prigionieri usciti dal carcere; e tutti lavorano senza requie, stampano giornali, tengono discorsi, organizzano società e talora riescono a promuovere grandiose epidemie sentimentali e movimenti dell'opinione pubblica intensissimi, che conducono a qualche importante riforma umanitaria. Questo genere di attività può essere un succedaneo eccellente di quel fanatismo politico, che finisce agli attentati dinamitardi.