6º Gli aborti e gli infanticidi sembrano essere nel sesso femminile commessi tanto più per un sentimento d'onore e tanto meno per una specie di costume, quanto più il paese è civile; infatti nell'Italia Settentrionale predominano nell'età più giovane, nella Meridionale invece nell'età più avanzata;
7º L'influenza delle grandi città nel senso di aumentare il delitto è maggiore pel sesso femminile, e si fa sentire specialmente coll'aumento dei ferimenti, delle grassazioni e dei furti;
8º La prostituzione spiega e supplisce la deficienza della criminalità femminile in confronto alla maschile.
CAPITOLO XV. Stato civile.—Professionisti.—Ozio.
Stato civile.—Sapendo che la cifra maggiore dei delinquenti oscilla tra i 15 ed i 25 anni, e che nelle donne la maggior quota è fornita dalle prostitute e dalle minorenni, resta ovvio il presumere che i celibi offrano una cifra massima al delitto in confronto dei coniugati.
Difatti, facendo le debite deduzioni dei celibi impuberi, troviamo:
in Italia (1869)
- 1 condannato ogni 77 celibi adulti (Curcio)
- 1 condannato ogni 1211 celibi adulte
- 1 condannato ogni 256 maritati
- 1 condannato ogni 2073 maritate
- 1 condannato ogni 195 vedovi
- 1 condannato ogni 2034 vedove.
In Austria la popolazione criminale celibe eccede la onesta, come 50 su 37, e la coniugata è inferiore a quella della popolazione come 45 a 52; i vedovi condannati starebbero agli onesti come 4 a 9 (Messedaglia, op. cit.).
Una distribuzione, per analoghe ragioni, assai somigliante, si noterebbe negli alienati; solo i celibi vi sarebbero in minor numero. Così il Verga avrebbe rilevato: