- 1 pazzo ogni 474 celibi tra i 20 e i 60 anni
- 1 pazzo ogni 1418 maritati.
Girard ne trovava, dal 1841-57:
- 1 ogni 2169 celibi
- 1 ogni 7049 maritati
- 1 ogni 4572 vedovi,
e quanto al sesso, Lunier, dal 1856-62:
- 1 ogni 2629 maschi, 2931 femmine
- 1 ogni 4754 maschi, 5454 femmine
- 1 ogni 3421 maschi, 3259 femmine
I pazzi celibi spesseggiano assai più dei rei celibi, perchè essi entrano in età assai più tarda nei manicomi che non i secondi nelle case di pena.
Si noti che tanto nella via del crimine come della pazzia, in confronto ai vedovi le vedove hanno sempre una grande prevalenza, la quale in Austria però viene spiegata dal Messedaglia, e in Italia dal Lolli (op. cit.), per la maggior proporzione delle vedove nella popolazione.
Si è notato in Austria, Italia e Francia[157], che i coniugati e vedovi senza figli peccano più di quelli che hanno figli; per gli alienati, invece accadrebbe l'opposto, giusta Guislain e Castiglioni; il che, secondo Verga, spiegherebbesi per le gravi preoccupazioni e dolori che destano le cure della grossa figliuolanza (Verga, Se il matrimonio, ecc. Milano, 1870).
Professioni.—L'influenza delle professioni è alquanto difficile a cogliersi, per la disparità che si trova nella distribuzione e nella nomenclatura di alcune che possono offrire una giusta ragione di raggruppamento all'economista, quando non ne hanno alcuna davanti all'antropologo, come quando, per esempio si sommano gli osti insieme cogli altri commercianti, i militari cogli agricoltori, gli artisti metallurgici coi falegnami, o le professioni liberali colle arti belle. Impossibile poi riesce il confronto quando nelle statistiche delle leve o del censimento si trovano distribuiti gli uni in un modo, e gli altri in un altro.
Secondo le indagini del Curcio (o. c.) per es., le proporzioni dei delinquenti, per professione, da noi sarebbero le seguenti: