Ed è senza dubbio alla mistione di sangue tedesco che si deve la strana frequenza nella Franca Contea, negli ultimi tempi, dei più grandi rivoluzionari scientifici (Nodier, Fourrier, Proudhoe, Cuvier)[190].
In Sicilia vi ha maggior tendenza evolutiva e ribelle che nel Napoletano, perchè il sangue vi è più misto; e ciò si nota specialmente in Palermo, dove la mescolanza di sangue normanno e saraceno fu più intensa.
Cattivi governi.—Un Governo, in cui il benessere pubblico sia negletto e gli onesti perseguitati, è causa di rivolte e di rivoluzioni. Le persecuzioni vi mutano le idee in sentimento (Machiavelli).
Beniamino Franklin, alla vigilia della Rivoluzione americana, in un opuscolo intitolato: Regole per fare di un grande impero uno piccolo, così riassume le cause di mal governo che, infatti, trascinarono poi il suo paese alla rivolta:
«Volete voi, scriveva rivolgendosi alla metropoli, irritare le vostre colonie e spingerle alla ribellione? Ecco un mezzo infallibile: Supponetele sempre disposte alla rivolta e trattatele di conseguenza: ponete presso di loro dei soldati che, per la loro insolenza, provochino alla rivolta e la reprimano con delle palle e delle baionette».
In un paese, in cui le riforme politiche vanno di pari passo colle aspirazioni del popolo, le sommosse sono poche o nulle, come lo prova l'Italia, in cui, per quanto imperfetto, pure il regime attuale segna un indiscutibile progresso sugli anteriori, quantunque il desiderio della unificazione politica e legislativa, soverchiamente spinto, non tenga nel dovuto calcolo le differenze di clima e di costumi delle varie regioni[191].
In Francia un regime adatto per le classi colte, ma non per le infime, come quello degli Orléans, moltiplicò le rivolte ed i reati politici; che scomparvero invece sotto il Governo cesareo-democratico di Napoleone III, che più confortava le plebi col fasto e col tentativo di riforme sociali. Ciò appare dalla statistica degli accusati e delle accuse in cause politiche dal 1826 al 1880 (compresi i reati di stampa), dalla quale si rileva, infatti, come il periodo napoleonico (1851-1870) corrisponda al minimo dei processi politici:
| In contradditorio | Contumaci | |
| Medie annuali | Cause | Cause |
| 1826-30 | 13 | 284 |
| 1831-35 | 90 | 406 |
| 1836-40 | 13 | 63 |
| 1841-45 | 4 | 41 |
| 1846-50 | 9 | 271 |
| 1851-55 | 4 | — |
| 1856-60 | 1 | — |
| 1861-65 | 1 | — |
| 1866-70 | 1 | — |
| 1871-75 | 10 | 64 |
| 1876-80 | — | 6 |
| 146 | 1185 |
La lotta per la supremazia fra le varie classi sociali è un effetto di quell'ineguaglianza, che Aristotile chiama fonte di tutte le rivoluzioni[192]. «Da una parte, egli scrive, vi sono coloro che vogliono l'eguaglianza e che insorgono, se credono di aver meno degli altri, anche se sono eguali a coloro che hanno di più: dall'altra parte coloro che aspirano al potere, si sollevano, se essendo ineguali, pensano che non vi ha giusta ragione dell'ineguaglianza».
Basta che una classe dominante abusi del potere perchè susciti la reazione; e già Aristotile ebbe a dire (Politicon, VIII) che: «da qualunque lato penda un governo, esso degenera sempre, per l'esagerarsi dei principi su cui è fondato».