In Francia la Rivoluzione dell'89 che sembrava dovesse spegnere il principio monarchico nel sangue d'un re, degenerata in anarchia, preparò l'Impero, che risorse di nuovo dopo i torbidi anarchici della Repubblica del 1849. Le torture che infliggevano Demofilo e sua moglie ai loro servi furono (insieme alle abitudini di un autorizzato brigantaggio) causa della grande rivolta dei servi in Sicilia.
Prevalenza esclusiva di una classe. Preti.—Indipendentemente da ogni forma di governo, il solo prevalere di una classe, di una casta sull'altra, fu sempre pericoloso, arrestando lo svolgimento organico di un paese e predisponendolo per questo prima all'atrofia, poi all'anarchia, con un processo opposto, ma egualmente fatale, delle violente rivolte.
Così la preponderanza del clero in Spagna, in Iscozia, da noi nello Stato Pontificio e nel Napoletano, ritardò lungamente quei paesi sulla via del progresso e li spinse a rivolte.
Così la tirannia dei patrizi a Roma, per quanto sconfitta, condusse prima a Saturnino, a Catilina, poi alla dittatura di Cesare; e questa produsse a sua volta il tentativo di Bruto, che fallì al suo scopo, perchè gli Imperatori incarnavano una giusta reazione delle classi umili contro le oligarchiche.
E non di rado gli oligarchi, come a Cnido, rivaleggiando fra loro, per il potere ristretto a troppo pochi, lasciarono il varco al popolo che li abbatte. Questa volta sono essi stessi che si fan demagoghi, per vincere i compagni (Aristotile, o. c.).
Nel medio Evo, a Firenze, la tirannia dei nobili preparò il trionfo dei popolani grassi: e gli abusi di questi provocarono, a loro volta, la chiamata del Duca d'Atene, il quale per quanto poi cercasse di reprimere le prepotenze, finì coll'inimicarsi anche la plebe, che lo cacciò.
Classi equilibrate.—Dove invece le classi sociali e i poteri che ne derivano, si equilibrano, la libertà si mantiene e le rivoluzioni si fanno rarissime: così la durata di Sparta secondo Aristotile derivò dall'equa distribuzione dei poteri tra le classi alte, rappresentate dal Senato, le basse dalla Eforia che si eleggeva per suffragio, ad alta voce, nelle piazze, ed i re, le cui attribuzioni erano limitate e che per essere in due, e quindi facilmente discordi, raramente potevano divenire tiranni.
Partiti e sêtte.—I partiti e le sêtte, a volta utili nella lotta dei deboli contro i forti, furono spesso, come li chiama il Coco, mezzi di corruzione dell'uomo che a sua volta corrompe la nazione.
Se ne può trovare evidente conferma nello spettacolo che offrirono i nostri Comuni medioevali e specialmente Firenze, in cui l'intolleranza e l'esagerazione dei partiti portarono, secondo il Perreus[193], il completo esaurimento politico ed intellettuale.
Peggio è poi quando i partiti cadono nell'esagerazione: lo prova il Sarmiento per la Repubblica Argentina, dove alla reazione di Rosas contribuirono appunto le esagerazioni degli Unitari di Buenos-Ayres, costituito da veri tipi di utopisti rivoluzionari ideologici come i nostri Mazziniani, che procedevano diritti col capo alto, senza deviare mai, adoperando sempre certe loro frasi sdegnose; alla vigilia di una battaglia si occupavano di un regolamento, di una formula, di una frase pomposa: impossibile trovare uomini più ragionanti, più intraprendenti e più... privi di senso pratico[194].