Quanto più progredirono i partiti nell'influenza politica, scemò invece collo sviluppo della libertà l'importanza delle sêtte, che erano appunto frutto dell'oppressione, perchè, come ben scrisse il Coco, la persecuzione muta le idee in sentimenti e questi in sêtte; per questa stessa loro origine, forse, la civiltà moderna va loro debitrice di non pochi servigi e riforme nel campo politico: basti ricordare i Carbonari in Italia, i Cartisti in Irlanda, le Eterie in Grecia e gli stessi Nichilisti in Russia, per quanto i loro ideali non sembrino corrispondere ai desideri della gran maggioranza della Russia attuale, di cui si può dire, come dell'antica scrive lo Stepniaek, che Czar e Dio siano fusi insieme nell'idea popolare[195].
Da noi la Mano fraterna in Girgenti, scoperta nel 1883, era, in origine, una specie di società di mutuo soccorso nelle infermità, nelle morti. Ma subito degenerò. Alcuni doveri davan luogo ad alcuni delitti. Tutti dovevano farsi rispettare per onore del corpo, proteggere le donne, vendicare le offese dei compagni come fatte a loro, cooperare per salvarli, se imputati; però finirono con l'assassinio, che si ordinava ed eseguiva, come fra cacciatori l'inseguimento e la morte di una lepre: e con l'intimidamento sui giurati, sugli emuli ai pubblici incanti. Sicchè gli onesti si dovevano affigliare e pagare altri criminali per difendersene[196].
In Irlanda la Lega agraria, di cui è noto l'alto ed onesto patriottismo nella lotta a favore della libertà politica ed economica di quel paese, vide non è guari sorgersi al fianco la setta degli Invincibili, composta di non più che duecento individui, ma che si affermò ben presto con ogni sorta di delitti, cosidetti agrari.
Imitazione.—Noi vedemmo la criminalità, la pazzia, l'allucinazione farsi epidemiche per vera imitazione nelle plebi sommosse, ed essere da questo lato l'imitazione una causa e un fattore potente della rivolta.—Ciò può vedersi in grande scala fra i popoli, per modo da sembrare una epidemia rivoluzionaria; avvenne così, secondo il Ferrari[197] nel periodo dal 1378 al 1494, in cui le plebi europee imitarono le moltitudini italiane rivoltate contro gli antichi signori a Roma con Cola, a Genova con Adorno, Doge plebeo, a Firenze coi Ciompi, a Palermo con Alessi, a Napoli coi Lazzari.
E si ebbero, in quel periodo quasi contemporaneamente, l'insurrezione in Boemia degli Ussiti contro i Lussemburgo; le rivolte degli operai e dei contadini delle città libere di Germania (Worms, Hall, Lubecca, Aquisgrana), il rifiuto dei borghesi di Gand di pagare le imposte, la guerra d'indipendenza della Svizzera, le insurrezioni dei paesani Svedesi con Inglebert, dei Croati con Harvat, e in Inghilterra il movimento religioso iniziato da Viclef.
Gli uomini del 93 imitarono, o meglio scimmieggiarono gli eroi di Plutarco (Buckle), come i Napoleonidi imitarono i Cesari.
Tutti quasi i dipartimenti nell '89 in Francia imitarono le stragi settembristiche di Parigi, e più tardi quelle del terrore Bianco.
E Aristotile nota come causa di rivolta la vicinanza di paesi governati diversamente. La vicinanza dell'oligarchica Sparta facea spesso cadere la democrazia di Atene e viceversa.
Ideali epidemici.—E vi influisce il dominare quasi epidemico di certi ideali: una volta era l'ideale monarchico—la gloria del proprio re; poi la sovranità popolare (1789); poi il principio della nazionalità; ora il miglioramento nelle condizioni economiche: non già che veramente esse siano peggiori di quelle dei nostri padri; le carestie, anzi, che mietevano a milioni le vittime, ora non ne mietono che poche centinaia, e le nostre operaie han più camicie delle più superbe castellane antiche. Ma sono aumentati in isproporzione ai guadagni i bisogni e la repugnanza contro il modo di soddisfarli: la carità conventuale, monastica, è ancora il modo più esteso che ci si offra a medicare le troppe miserie, nè essa appaga tanto le prime necessità, quanto irrita la naturale alterigia dell'uomo moderno; quanto alla cooperazione, essa ha una zona di azione troppo limitata: anzi, nelle campagne nostre manca quasi affatto.
Tradizione storica.—Ogni rivoluzione, lasciò scritto Machiavelli, lascia un addentellato per un'altra; si videro, infatti, certe rivoluzioni riprodurre le forme di altre, succedute in epoche anche remotissime: come il Tribunato, che dopo tanti secoli rivisse in Roma con Cola e Baroncelli, e ultimamente con Ciceruacchio e Coccapieller, malgrado tanta diversità di istituzioni e di individui.