Nella stessa Gothemburg il nostro collega Brusa si incontrò in due ubbriaconi lo stesso giorno festivo che vi entrò, eppure per preghiere che facesse non potè ottenere una goccia di vino; e noi vedemmo nella statistica degli ubbriachi svedesi di questi ultimi anni un decremento dagli anni antecedenti, ma con una strana saltuarietà.
Gli è che, nessuna legge repressiva può riuscire completamente, quando vada contro alla corrente dei nostri istinti fra cui tanto primeggia l'eccitamento psichico che attingesi dal vino.
A Glasgow quando i poveri minatori non hanno denari sufficienti a comperare acquavita, comperano laudano, e così i poveri di Londra quando han fame[233]: e nell'Irlanda quando le prediche del padre Mathiew dissuasero i popoli dagli alcoolici, essi si diedero improvvisamente all'abuso dell'etere, a cui il buon padre non aveva pensato. «Questo, dicevano, non è vino, questo non è gin, questo non ci fu proibito dal padre Mathiew e ci mette in allegria con pochi centesimi, dunque di questo possiamo usarne». E ne usavano fino all'ebbrezza[234]. La quantità che ingoiavano in media era dai 7 ai 14 grammi, ma ve n'erano degli ostinati che si spingevano fino a 90. Dopo le prime dosi la faccia si colorava, il cuore batteva più forte, si esaltava la psiche, e quindi si osservava un chiaccherio interrotto da risa smodate, isteriche e non di rado anche da tendenze alla rissa, ma il tutto svaniva con una straordinaria rapidità, lasciando posto ad una calma beata, cosicchè uno poteva ubbriacarsi 6 volte in 24 ore, e ricominciare il dì dopo colla stessa facilità, il tutto per 3 pence. Ma notisi che qualche volta la cosa non andava così liscia e dalla calma dell'etere si passava all'insensibilità e fino alla morte apparente prima, reale poi, se non si ricorreva alla respirazione artificiale; in altri casi il vapor d'etere prese foco mentre il bevitore voleva accendere la pipa (Revue Britann., 1871).
Tuttavia se non crediamo che tutte queste misure abbiano approdato, esse giovarono ad arrestare il maggiore incremento dell'ubbriachezza, che, senza quelle, chi sa a qual grado sarebbe salito.
In Inghilterra i molti sforzi dello stato e delle società private giunsero a mantenere il consumo dell'alcool a litri 2,67 per abitante, mentre in Russia tale consumo è di litri 3,5, in Francia di litri 4, e nel Belgio di 18 (Joly, o. c.).
Ed appunto per ciò alcune di queste, specialmente le preventive, si devono cercare d'introdurre da noi.
Siccome l'ozio e le feste sono, come ci mostra la statistica, i grandi fautori dei delitti alcoolistici, e siccome eccitare nobilmente l'intelletto sarebbe il vero sostitutivo dell'eccitamento alcoolico così è giusto consiglio di scemare le feste e in quelle che restano, istituire palestre ginnastiche, rappresentazioni di poca spesa, come si pratica in Inghilterra. Noi udimmo, precisamente a Torino, in una radunanza popolare contro l'ubbriachezza sorgere un operaio a chiedere che nei giorni festivi venissero i teatri aperti anche nelle ore diurne, se si voleva che gli operai non accorressero alle osterie; e ci parve la sola proposta giusta che si emettesse in quella poco veneranda assemblea.
Forni ci racconta come in un paesello del Napoletano, l'oste fece bastonare un capo-comico perchè dopo la sua venuta (i suoi spettacoli erano a 3 soldi) spacciava appena la metà del vino di prima (Lombroso, Incremento al delitto, p. 81).
Fornire un eccitamento intellettuale al povero popolo che ne abbisogna, ma fornirlo di tal guisa che non gli guasti la mente ed il corpo, ecco il vero ideale di un previdente legislatore, filantropo.
Si discutono spesso, dice Zerboglio (o. c.) le dotazioni pei grandi teatri, che non si frequentano che dai ricchi, e, perchè, non si discuterebbero le dotazioni per gli spettacoli a prò del popolino?