Appena entrati i giovani nell'Istituto vengono messi in osservazione in camera a parte, per le ore dei pasti e del riposo, non però durante il lavoro: non li obbligano direttamente a pratiche religiose, ma solo le raccomandano; la confessione è ad aurem in pubblica chiesa: i sacerdoti stessi ne dànno l'esempio; chi è assiduo alle pratiche religiose, alla confessione, ecc., non riceve però punti di merito superiore agli altri.

L'orario del lavoro è dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19; alle 16 hanno 1⁄2 ora di ricreazione.

Ogni laboratorio ha un maestro laico ed uno prete; gli attrezzi pei laboratorii, e i disegni per le costruzioni edilizie sono fatti dai Salesiani stessi, sotto la direzione del compianto D. Antonio Sala, ora sostituito da un economo generale.

Nei giorni festivi, di buon mattino, si apriva la Chiesa e si dava cominciamento alle confessioni, che duravano sino al tempo della Messa (ore 8); dopo questa, D. Bosco saliva sopra una bassa cattedra, e faceva un po' di predica, raccontando anche aneddoti della storia sacra e della vita comune. Dopo un po' di ricreazione, cominciava la scuola di lettura e di canto che durava sino a mezzogiorno.

A 1 ora pomeridiana, ricominciavano i divertimenti colle bocce, stampelle, fucili e spade di legno e con altri giuochi di destrezza e di ginnastica. Alle 2-1⁄2 catechismo. Nè D. Bosco dimenticava di istrurre i giovanetti: per essi scriveva una «Storia sacra ad uso delle Scuole» e «Il sistema metrico decimale ridotto a semplicità». Promosse, oltre le domenicali, anche le scuole serali di cui egli è il vero creatore in Italia. Egli si plasmava perfino i maestri: tra quelli che frequentavano l'Oratorio, alcuni ve n'erano di molto ingegno: D. Bosco somministrò loro gratuito insegnamento di lingua italiana, latina, francese e di aritmetica; ma col patto che essi alla loro volta venissero ad aiutarlo nell'insegnare il Catechismo, e nel fare la scuola domenicale e serale ai compagni. La prova riuscì magnificamente. Così s'aggiunse all'Oratorio la categoria degli studenti.

I Salesiani laici e sacerdoti (con vincoli semplici) sono circa 3000; e le suore di Maria Ausiliatrice 1500.

Gli istituti salesiani per giovinetti sono circa 200, nei 2 mondi, dei quali 1⁄6 circa sono professionali; salvo in America, dove ne formano la metà. La metà degli istituti sono d'istruzione; il terzo rimanente è misto: d'istruzione e professionali. In media si trovano 150 interni per ciascuna casa: in totale quindi circa 30.000; ai quali bisogna aggiungere 200 esterni allievi delle scuole, quindi circa altri 20.000 giovinetti; finalmente bisogna aggiungere gli esterni dei ricreatori festivi, i quali in parte sono formati dagli stessi studenti esterni; calcolando in media circa 100 per ciascun istituto, si hanno altri 20.000 giovinetti sottoposti all'influenza dei Salesiani.

Si devono aggiungere circa 50 case per giovinette, con una media di 100 interne per ciascuna (totale 5000) e di 250 esterne (totale 12.500).

Non esistono case speciali per semplice ricovero o per malattia, salvo nell'America del Sud, dove si hanno orfanotrofi ed ospedali; ad Agua de Dios (Columbia) esiste un lazzaretto, con 800 e più lebbrosi, assistito da Salesiani.

Le case per giovinette sono esclusivamente dedicate all'istruzione, e ai lavori famigliari.