Soprattutto trovo giustissima la nota di biasimo che sorse nel Congresso penitenziario di Londra contro i riformatorî nautici, in cui i giovanetti imparano le scostumatezze dei camerati, con di più quelle dei marinai.

Ma si chiederà: come dovrassi provvedere altrimenti alla grossa cifra dei rei orfani o dei minorenni abbandonati?

Qui la carità, o meglio la previdenza, deve assumere forme nuove, abbandonare la via cappuccinesca dell'elemosina e la soldatesca e violenta disciplina carceraria o di caserma, od anche quella dell'astratta morale, che negli inclini al delitto non potrebbe aver presa, nè molto curarsi dell'istruzione alfabetica, che lascia il cuore come lo trova; deve assumere invece le vesti dell'industria, della cooperazione; deve far nascere a poco a poco, e celando la mano benefica, il piacere della proprietà, l'amore del lavoro, il senso del bello. Convien dunque sostituire al carcere, al riformatorio, l'asilo spontaneo, la scuola industriale, l'emigrazione in terre lontane ed in campagne.—E in che modo, Barnardo e Barce ce lo hanno insegnato[269].

Riforme americane: collocazioni in campagna.—Nel 1853, i professori, i giudici, i preti e rabbini di New-York si unirono in una Società di soccorso pei fanciulli vagabondi (Società per la riforma giovanile); si stabilì di raccoglierli in officine, ma la concorrenza con le officine non filantropiche le soffocò, e poi ai piccoli discoli ripugnava essere oggetto di carità; amavano l'aria libera, fuggivano. Allora si pensò di offrir loro un alloggio, ma dietro una larva di pagamento, p. es., un letto a 32 centesimi, bagno e pranzo a 20 centesimi.

Con tutto ciò però non si era trovato il modo per farli lavorare; invitarveli, direttamente, sarebbe stato un volere spopolare d'un tratto il nuovo asilo. Per non destare ripugnanza nè sospetti, entra una mattina il direttore annunziando essere venuto un signore che abbisogna di un garzone per il suo banco, a cui darebbe 12 dollari al mese. Venti voci s'alzano per esibirsi... «Sì, ma occorre che abbia una bella mano di scrittura». Silenzio generale.—»Ebbene, se non vi è chi ne sappia, noi ve la insegneremo alla sera»; e così si formarono le scuole serali.

Nel 1869 e 1870, 8835 giovani erano passati alla Lodging; in 10 anni 91.326, di cui si posero al lavoro 7788. Le donne avevano paura delle scuole industriali, dove sarebbero state miste alle ricche; se ne stabilirono di apposite; una anzi nel centro più povero. Si promisero alimenti e vestiti a chi si conducesse bene alla scuola; da quel giorno le arrestate per vagabondaggio, che erano 3172 nel 1861, scesero a 339 nel 1871; solo 5 su 2000 scolare si diedero a mala vita; le ladre da 944 calarono a 572; le minorenni arrestate, da 405 scesero a 212. Si fece altrettanto pei maschi; si aprirono scuole di lettere, di falegname, e insieme somministravansi dei cibi caldi; si davano feste, lanterne magiche, il tutto per 4 a 6 soldi. Cominciarono per rompere i vetri, per gridare: Abbasso le scuole: ma la libertà stessa di non andarvi vinse i più ricalcitranti, cui il metodo obiettivo, fröbeliano, finì per sedurre.

L'istituzione venne perfezionata colle collocazioni dei ragazzi nelle fattorie isolate ove il lavoro loro è più utilizzato e quindi preferito—ove sono impossibili le cattive influenze dei grandi e anche dei piccoli centri—ove minore essendo la distanza fra il padrone e l'operaio, esso ne viene più sorvegliato e anzi entra come nella sua famiglia e dove d'altronde una bocca di più non conta e quindi è meglio alimentato.

Il contatto continuo dell'attenta massaia fa divenire le ragazze buone cameriere, e quello del padrone fa divenire i ragazzi i migliori coloni, perchè vivendo in un'atmosfera di bontà, di simpatia, di lavori, stimolati al bene dell'amor proprio e dalla speranza di una migliore posizione, non avendo d'altra parte tentazioni al furto, l'incitazione di cattivi compagni, abbandonano coi loro sudici vestiari molti dei loro vizi, e trovano nei campi e nelle molteplici colture uno sfogo alla loro attività. Ecco come avviene il loro collocamento.

L'Agente della Società appena conosce un grosso centro di fattorie dove si abbia bisogno di ragazzi, si procura il nome degli abitanti che possano aiutarlo, annunzia il giorno del suo arrivo; i ragazzi sono lavati e condotti al municipio dove si improvvisa una commissione dei principali abitanti che designa le famiglie dove collocarli e che li accetta dopo breve prova senza convenzione scritta, ma colla promessa di mandarli l'inverno a scuola e di trattarli bene. La Commissione Municipale li sorveglia e informa di loro il Comitato centrale, il quale si assicura del loro trattamento con nuove visite dell'Agente sul luogo e con lettere a loro stessi ed ai padroni.

Quando sono molto gracili la Società paga il loro mantenimento fino a che abbiano sufficiente attitudine al lavoro, li ritira quando non vi abbiano abbastanza robustezza.