L'aristocrazia della scienza, che Aristotele diceva impossibile, ma che pure domina da molti secoli in China, è la sola che possa star a petto della prepotenza della ricchezza (borghesia) e del numero (proletariato). Ammesso, quindi il suffragio universale, come uno di quei torrenti che non si possono più deviare, lo si corregga col voto razionale degli uomini di un valore superiore e che possono vedere più chiaro degli altri.

Magistratura.—La magistratura dovrebbe essere svincolata da quell'asservimento al potere legislativo, che da noi ne paralizza le forze e che ha fatto dire ad un illustre magistrato che essa non fa che rendere servigi ai potenti; non è così in America, dove l'elezione popolare dei giudici ha dato al potere giudiziario tale potenza ed indipendenza, da poter considerare come non avvenute le leggi non conformi alla Costituzione, ogni qualvolta vi sia reclamo di un cittadino che ne risenta lesione dei proprii diritti.

Noailles[276] dimostrava come questo sistema giudiziario, che discende direttamente dalla Common Law inglese, abbia protetto tanto i diritti degli Stati e delle persone contro la strapotenza del Congresso, come i privilegi del Governo nazionale ed i diritti individuali di fronte agli Stati particolari.

Manifestandosi antagonismo tra una clausola costituzionale ed un decreto parlamentare, il potere giudiziario intervenendo veglia a che le libertà costituzionali non sieno messe a repentaglio dalla debolezza o dalla tirannide delle assemblee. Si vide così la magistratura protestare di fronte al potere esecutivo, contro la sospensione dell'habeas corpus e contro il regime delle corti marziali.

Avvocatura dei deboli. Tribunato.—E qui si vede come essa possa prevenire i delitti politici che tengono dietro a grandi ingiustizie[277]. Sappiamo che la pace interna di Roma si dovette per molti secoli all'equilibrio portatovi dall'influenza del Tribunato come quella di Venezia alla relativamente imparziale giustizia: e certo è che se Governi tirannici, come l'Austria e il Piemonte antico, vissero tanti lustri non turbati, lo dovettero alla giustizia per tutti, che, salvo per quanto riguarda il re, vi si dominava, grazie all'avvocatura dei poveri, al Senato che avea diritto di cassar le leggi ed i decreti ministeriali non conformi alle leggi.—Ora il re è forse in seconda riga; ma in prima entrarono più violenti, più pericolosi, perchè più celati, almeno 700 re che fanno entrare l'ingiustizia per tutti i pori della nazione, fin nella valle più remota che abbia la fortuna di un rappresentante;—e la loro influenza è tanto temuta, che la stampa ne tace sempre gli abusi, e la magistratura spesso ne tace non solo, ma, pur dolendosene e fremendone, vi si sobbarca.

Gioverebbe, adunque, per prevenire i danni della loro prepotenza istituire o, meglio, restituire una specie di magistratura intermedia, una sorta di Tribunato od avvocatura dei poveri, indipendente dal Ministero di Grazia e Giustizia, i cui membri venissero nominati dai Consigli comunali e provinciali o dagli elettori di secondo grado con sede nei Consigli e Parlamenti, e a cui potessero ricorrere coloro che si credessero lesi da pressioni parlamentari, ministeriali o di corte con diritto ad essere uditi pei primi all'udienza, e all'inserzione nei giornali delle decisioni a loro relative: essa riprenderebbe quel santo e potente aiuto dei poveri e dei deboli, che fu sotto i sovrani despoti l'avvocato dei poveri, ed in parte l'ufficio del tribuno antico; io lo deduco dall'aver osservato che assai più dell'intera Camera servì finora a controllo degli errori governativi la voce di un solo tribuno fosse anche poco colto ma audace ed onesto. Così nei recenti delitti Bancari, senza i Tribuni boulangisti a Parigi, e senza quell'ardito campione che fu il Colaianni, tutti i partiti, tutti gli uomini serii si sarebbero messi d'accordo per far tacere il malfatto e per nascondere la piaga, finchè questa si fosse ridotta in cancrena. Perciò crediamo che un buon Governo dovrebbe non impedire, come fece, la elezione di questi, ma favorirla in tutti i modi, come un'arra della propria onestà, come una garanzia al pubblico che vi sarà uno, sempre, che dirà il vero, anche quando tutti lo taceranno.

Mutabilità delle leggi.—Se vi è possibilità che una forma politica perduri, essa sta nella flessibilità della sua costituzione, delle sue leggi, in modo che possano essere adattate ai tempi nuovi: ne è prova la Svizzera, che nel periodo dal 1830 al 1879 ebbe 115 revisioni di Costituzione cantonale e 3 di Costituzioni federali, e, malgrado tanta differenza di razze, di costumi, mantiene la propria unità.

Ma però ogni mutazione deve essere lieve, e mai bruscamente introdotta. Perchè le istituzioni di un popolo siano stabili, dice il Constant, esse devono essere al livello delle sue idee.

L'abolizione violenta della schiavitù, per esempio, in Russia, ed in Francia ed in Germania la soppressione degli antichi Stati retti a monarchia assoluta, erano diventate una necessità di giustizia storica: altrettanto dicasi della secolarizzazione dei beni della Chiesa, là dove il cumulo delle manomorte e le pretese del clero all'esenzione dell'imposta fondiaria, avevano reso impossibile ogni progresso economico e politico. Eppure quelle riforme non furono effettuate senza torbidi immediati e lontani, perchè si sconobbe la legge del misoneismo che non vuol l'introduzione, troppo rapida, nemmeno del bene.

Diritto d'iniziativa e «ad referendum».—E qui giova il diritto d'iniziativa, esteso a qualunque cittadino appoggiato da un certo numero di elettori, come esiste in Isvizzera.