È già trascorso un quarto di secolo dall'arrivo alla Nuova Caledonia del primo convoglio di condannati: eppure essa non ha strade; Noumea non ha fogne, nè terrazze, nè case, nè docks, nè bacini di carenaggio; in breve tutte le terre saranno in mano di incendiari e di assassini.

Si capisce ora quanto siano veritiere le relazioni degli Ispettori che sostengono che «i concessionari sono veri proprietari, ad alcuno dei quali si potrebbe con sicurezza ridare grazia e libertà»!!

Ho riprodotto con minutezza questi fatti perchè servano anche di controprova a quelli che seguitano a ripetere papagallescamente—Mutate l'ambiente, mutate il bouillon—e il reo sparirà.—Qui son mutati il clima, la razza (Caledonia), le condizioni—son sottratte tutte le cause dei delitti—ed il reo-nato delinque ancora—e l'onesto ne fa le spese!—Qual miglior prova della prepotenza dell'azione organica sull'ambiente!

E l'ho riprodotto per mostrare la lunga serie di inganni—per opera dei burocratici—che ci fan parer stupende delle riforme pessime: infatti il Governatore della Nuova Caledonia, Pardon (con rapporto 1891) magnificava questa riforma, dichiarava d'aver messo ai lavori delle strade 1200 condannati; a disposizione dei coloni ben 630, sorvegliati senza alcun pericolo (sic!) dai guardiani e con molta lode. I concessionari aumentavano continuamente fino a 123: le pene saranno rispettate, non sollevando nemmeno sentimenti di rivolta, l'industria prospera (Bullet. des Prisons).

Il vero è che anzi dovevano aggiungere che oltre alla spesa enorme per mantenere costoro, non meno di 900 fr. a testa, bisognava contare su la quota di rei che delinquono solo per andare a quest'eden.

Bosvat di 22 anni, p. es., stanco di 16 condanne per furto, sortito appena dal carcere feriva il primo Commissario di polizia che trovò; aveva detto agli amici che se non avesse trovato di costoro avrebbe ucciso qualcuno tanto per andare alla Colonia ( R. di Discipl. Carceraria, 1885).

Per comprendere il grande svantaggio economico delle colonie penali, conviene ricordare: che i delinquenti non campagnoli sorpassano di più che la metà la quota dei rei e non è a 25 o 30 anni che si apprende un mestiere nuovo; che la poca attività, la ripugnanza del lavoro forma uno dei caratteri dell'uomo criminale, carattere di cui certo non può spogliarlo (ma anzi deve aumentarlo) un clima più caldo che rende più inclini ad alcuni delitti, e la vicinanza di popolazioni selvaggie, più affini nell'indole a quella del delinquente; quindi è naturale cosa che si aumentino e non scemino quelle recidive che ormai riconoscemmo costituire la regola e non l'eccezione del criminale-nato.

Perciò le deportazioni non dovrebbero assegnarsi che ai rei per passione e d'occasione (Vedi Capp. XII e XIII).

Coatto.—Dicasi altrettanto del domicilio coatto che è la larva di una casa di pena per gl'incorreggibili, salva la minor continuità ed il peggiore pericolo e la minore spesa apparente, poichè il governo non vi spende che 60 centesimi al giorno, del che parecchie volte si rifa sul compenso di 40 ad 80 centesimi pel lavoro al giorno.

Se non che questo provvedimento, oltre esser provvisorio, è pochissimo giustificato: che se il vantaggio del loro allontanamento è certo grande per i cittadini onesti (non però pei poveri loro ospiti, che corrompono, derubano ed infamano[289]), ben è impossibile il credere che serva per loro, che possa essere uno stimolo al loro ravvedimento od al lavoro. Come si può immaginare che all'isola Ventottene, che ha solo 60 salme di terreno coltivabile e 1000 abitanti, possano trovar lavoro 400 coatti che vi si trovano? e con che ponno lavorare attualmente 424 nell'isola Pantelleria e 408 a Tremiti? (Nicotera).