E assurda è la mitezza dei nostri codici pei recidivi non specifici quando cioè non ricadano nella stessa specie di reato, perchè ciò solo «li renderebbe più pericolosi, e meritevoli quindi d'una più intensa pena». Ora dir ciò non lo può che uno che non abbia nemmeno la più lontana idea di cosa sia il delinquente abituale, che opera precisamente all'opposto.

La statistica inglese ha mostrato che il delinquente contro le persone, recidivando, commette più specialmente reati contro la proprietà, truffe e furti, per sfuggire all'arresto.

Il reo che recidiva sempre nello stesso reato è, quasi sempre, un semi-imbecille, meno pericoloso, e che ha quindi meno bisogno di essere tolto di mira dall'aggravamento della pena; viceversa, colui che a poca distanza di tempo commette diverse forme di reato, indica avere una maggior intelligenza e versatilità al delitto; citiamo pure per modello Lacenaire, Gasparoni, Desrues, che sanno unire insieme il furto, la truffa, il falso e l'assassinio. E sono i più pericolosi ed i meno facilmente riconosciuti e più raramente arrestati, sfuggendo ai casellari e ai metodi fotografici.

Ed erronea è pure l'importanza data al dibattimento orale.

La discussione orale non è in gran parte che una ripetizione inutile, e a volte anche dannosa della istruttoria scritta, poichè i testimoni non fan che ripetere a viva voce ciò che avevano già dichiarato antecedentemente. Ora è difficile che i ricordi non si confondano davanti all'imponenza del pubblico, del tribunale, degli avvocati che fanno delle domande all'imprevista, che minacciano magari mentre è molto più facile ricordare e raccontare esattamente un fatto in una piccola camera davanti a 2 o 3 persone (Ferrero, o. c.).

Lo stesso si dica delle perizie di difesa e di accusa, e ciò tanto più quando si pensi che lo scritto permane, e lo scritto è un progresso enorme sulla parola, e che la memoria delle parole è di molto inferiore a quella delle lette e viste[300].

Kirkpatrick da ripetuto esperienze sul grado della memoria delle parole udite, lette e viste, ha concluso che la memoria delle cose vedute è sette volte più forte delle cose lette od udite[301].

Munsterberg e Bigham da esperienze sull'influenza che esercita nella memoria la natura dell'organo sensorio che percepisce la impressione, conclusero che: la media degli errori è più forte per la serie auditiva che per la visuale: 31,6% nella prima e 20,5 nella seconda. La famosa oralità dunque è completamente contraria al progresso moderno, eppure si dà per uno dei cardini della giustizia[302].

Non approviamo nemmeno l'idea di non ammettere per recidivo chi abbia commesso un nuovo reato di sangue, quando questo non siasi verificato quasi notabilmente, o quando sia stato commesso solo nella giovinezza: si tratta di constatare se vi è una maggiore o minore temibilità in certi individui che pure si devono rendere innocui; una volta che il legislatore non si sogna nemmeno che i caratteri antropologici e psicologici possano giovare in questo, che almeno tenga egli conto dei fatti constatati, e non ne faccia un inutile getto per obbedire a un principio teorico.

Teorie sbagliate.—E non pochi giuristi, teorici, onesti tutti e certamente fra i più illuminati ed elevati negli studi scientifici, appunto per essere a giorno del movimento scientifico che si fa intorno all'argomento dell'uomo delinquente, senza averne potuto, però, per la mancanza di nozioni fisiologiche o di contatti diretti, andar fino al fondo, credendo di seguire l'andazzo moderno, hanno reputato che le novazioni antropologiche che dimostravano la maggior frequenza dei pazzi o dei deboli di mente, negl'imputati, la meno assoluta responsabilità di tutti, portasse per conseguenza la mitigazione nelle pene. Essi non compresero che le nuove nozioni antropologiche portanci, è vero, a scemare l'infamia nei rei-nati, ma in fondo, a perpetuarne la pena, sia poi essa presa sotto un nome più che un altro, inquantochè quanto meno sono essi responsabili, tanto più sono temibili, come facili alla recidiva, inquantochè in essi la tendenza al crimine, innata perchè atavistica, non è neutralizzata se non dalla elezione e dal sequestro: è un'onda sempre incalzante che si reprime e contorce in se stessa quando trova delle altissime dighe e che irrompe o dilaga se non le trova, oppure le trova sfasciate. Essi, invece, Olandesi a rovescio, credettero contenere di più l'onda quanto più calavano o rompevano le dighe, quindi le noiose nenie sulla pena di morte, quindi sempre più aumentate le garanzie per le difese dei rei e facilitate le grazie, mentre poi nulla fecero per aumentare la sicurezza e la repressione.