E molte volte la morbosità e l'atavismo rimontano a una causa comune, come osservava in una magnifica prolusione alla clinica psichiatrica di Vienna, Wagner[315]. «L'idea, scrive egli, che l'atavismo dei criminali si fondi colla malattia specialmente fetale, trova la conferma completa nelle belle scoperte di Ettingshausen: che, cioè, se noi raffreddiamo una radice di quercia così da mortificarla solo in parte, l'anno dopo essa dà foglie, le quali non sono più simili alla foglia della quercia moderna, ma a quella dell'epoca terziaria; sicchè così si può venir in chiaro di forme fossili intermediarie e non ben distinte. Dunque, influenze che generano una malattia, possono provocare regressioni morfologiche atavistiche».
Nè l'arresto di sviluppo che è sempre parziale esclude l'energia in altre direzioni, l'energia muscolare, la neofilia, per es., e perfino l'acutezza del genio che a sua volta si compensa colla tristizia e colla mancanza di senso morale[316] per cui l'essere la pazzia morale di fondo epilettico e morboso, non esclude, ma include di necessità l'atavismo salvo i casi in cui la nostra ignoranza non ci permette di vedervelo.
E l'indole epilettica, mentre fissa il carattere clinico ed anatomico del pazzo morale e del delinquente nato, che vagavano nel limbo delle ipotesi semigiuridiche e semipsichiatriche, spiega l'instantaneità e l'intermittenza e il contrasto paradossale dei loro sintomi che è forse il loro carattere più speciale, come la coesistenza ed il passaggio dalla bontà alla ferocia, dalla vigliaccheria all'audacia spavalda, dal genio alla stupidità più completa, e del sopravvenire più frequente del delirio, e lo spirito di associazione che al di fuori degli epilettici manca sempre nei pazzi.
Criminaloidi.—Nè per essere una specie completamente diversa, quella del criminaloide manca di un rapporto coll'epilessia e coll'atavismo. Essa, oltrechè ha materialmente un numero maggiore di epilettici (10%, p. es., nei borsaiuoli), che non gli uomini normali, e una maggior proporzione di tipi criminali (17%), ha alcuni gruppi direi di anomalie specifiche presentando, p. es., nei truffatori il massimo di mancini.
Nella biologia se ha un minor numero di anomalie nel tatto, nella sensibilità, nella psicometria e sopratutto nelle calvizie e canizie, come nei tatuaggi: presenta invece una maggior quota di anomalie affatto morbose che dipendono dagli abusi alcoolici come gli ateromi, le paresi, le cicatrici. Sopratutto minore è in essi l'anomalia psichica. Manca, in essi, cioè, la passione di fare il male per il male, il cinismo: hanno più completa l'affettività, più sincera e più facile la confessione, meno raro il pentimento, maggiore forse la lascivia e l'erotismo, maggiore certo nella donna la suggestionabilità, maggiore l'alcoolismo, maggiore la precocità e la recidiva almeno nei borsaiuoli e nei ladri semplici: in gran parte son tratti al delitto da una grande occasione.—Ma non manca in essi l'impulsività epilettoide che li fa delinquere anche senza di quella. E ricordiamo Casanova confessare che quando poneva in esecuzione una delle sue truffe non la premeditava, ma gli pareva di cedere a una volontà suprema; e quel borsaiuolo che mi diceva: «Quando ci vien quell'ispirazione non possiamo resistere» (Vol. II).
E Dostoiewski ci dipinge i contrabbandieri del carcere che facevano il loro mestiere quasi per niente malgrado i gravi rischi in cui incorrevano e malgrado le più reiterate promesse di non recidivare: e Mendel e Benedikt ci descrivono i vagabondi impulsivi che viaggiano continuamente senza scopo nè riposo (Id.).
I criminaloidi sono dunque una attenuante, non una variazione della specie. Tanto è vero che i più, divenuti rei d'abitudine, grazie alla lunga dimora in carcere, non si distinguono, che grazie ai caratteri fisici, come Eiraud, dai rei-nati.
E meno ancora divariano dai delinquenti-nati quei rei latenti e potenti, che la società venera spesso come suoi capi, che hanno del delinquente-nato tutti i caratteri, ma a cui la potente posizione sociale diede un diversivo così grande, da non permettere loro di manifestarsi se non nelle famiglie, di cui sono il flagello o a spese di un intero paese, quando l'ignavia e l'ignoranza dei molti e la loro proterva energia o le tristi condizioni politiche loro permette di porsi a capo di un paese che non s'accorge della loro natura criminosa che troppo tardi.
Anche quelle specie strane di rei monomani, psicopatici sessuali che, pei moventi, come pel modo d'agire sembrano poi divariare dall'epilettico puro (Vedi vol. II, pag. 166 e 401) pure per l'ossessione, per lo spezzamento dei periodi di ideazione, per l'impulsività, per l'importanza data a certi dettagli, alla rima per es., pell'esaurirsi dopo la crisi criminosa, pella preferenza pei simboli, per le manifestazioni eccessive e intermittenti, e infine per le note ereditarie rivelano il nucleo epilettico od atavico.
Pazzi-rei—Perfino nei pazzi criminali predominano delle forme che si potrebbero dire la ipertrofia del delitto, l'esagerazione del delinquente nato così per i caratteri somatici (pag, 290, vol. II), funzionali, eziologici (pag. 298), come per la maniera di eseguire il crimine e di comportarsi dopo eseguitolo (pag. 313); sicchè, come gli epilettici, spesso ci giovarono per darci l'ingrandimento delle tendenze impulsive, oscene e crudeli dei rei, perchè essi sono in genere o epilettici larvati, o delinquenti nati, su cui s'innestò la melancolia, la monomania, per quella naturale tendenza che hanno ad impiantarsi l'una insieme all'altra le forme psichiatriche sul guasto terriccio della degenerazione. Abbiamo veduto come l'isterico, l'alcoolista, il monomane omicida, il dipsomane, il piromane, il cleptomane, l'affetto da follia transitoria, riproducano molti dei caratteri dell'epilettico, e presentino come questo una esagerazione del pazzo morale. E perfino nel mattoide, che nella calma abituale, nell'assenza di caratteri degenerativi e di eredità tanto se ne dilunga, fa capolino qualche volta quella forma epilettica che abbiamo veduto costituire il vero nucleo del crimine (Vol. II).