In America, l'omogeneità della razza e degli studi, l'uguale tendenza alle riforme pratiche fece sorgere da pochi anni simili istituzioni; un grandioso manicomio criminale è annesso al celebre penitenziario di Auburn, un altro sorse nel Massachusetts, un altro nella Pensilvania.

Ora io mi chieggo: è egli possibile che un'istituzione che fu trovata utile dalla nazione più oligarchica e dalla più democratica; una istituzione, la quale, una volta fondata, si andò ampliando per modo da sestuplicare in ventiquattro anni, senza che perciò abbia sembrato colmare appieno la triste lacuna; è possibile, dico, che una tale istituzione sia un puro oggetto di lusso, un capriccio anglo-sassone, e non risponda invece ad un bisogno sociale, così che noi dobbiamo desiderare che venga trapiantata e diffusa per tutti e che fra noi assuma non più la larva di un carcere, ma vera e solida esistenza giuridica?

Che se in Italia e Francia appare dalla statistica ufficiale assai minore il numero degli alienati criminali, ciò ben si capisce; non essendosi fatta strada nel pubblico l'idea che una gran parte delle azioni delittuose muova da un impulso morboso, molti di quelli passano per pigri, riottosi, perversi, e non per alienati; che se la pazzia vi fu riconosciuta pel movente unico del reato e annullò ogni procedimento, l'autorità non se ne preoccupa e non ne tiene conto; alcuni poi di questi infelici manifestando, come è loro proprio, delle forme miste di alienazione e di mente sana, sono presi per simulatori; non pochi altri, anche essendo creduti pazzi, non sono denunciati, sulla lusinga che possano in breve guarire; più che tutto, perchè non è facile il loro collocamento; rifiutandosi molti manicomî a riceverli, o esigendo rette triplici delle carcerarie. Io infatti, nell'esame di sole sei case di pena, ne ho potuto trovare una cifra rilevante, ed una grossa ne accennano i robusti lavori dei dottori Capelli, Monti, Tamassia, Biffi, Bergonzoli, Tamburini, Virgilio[336].—La statistica officiale che nei primi anni ne segnalava solo 55[337], ora ne conta mano mano 108-151 per anno, 1750 in 17 anni; e non vi si comprendono i non pochi rei suicidi (molti dei quali alienati), che salgono ad un'alta quota e non abbiamo la statistica dei molti il cui processo incoato fu lasciato a mezzo per riconosciuta pazzia, e che formano quasi la metà dei ricoverati di Broadmoor.

Ora, pur lasciando da parte l'offesa che reca al senso morale la dimora di questi infelici nelle case di pena, la non vi è d'altronde scevra di danni e per la disciplina e per la sicurezza; essi non vi si ponno curare per bene, perchè mancano gli opportuni locali, l'apposita disciplina: rimanendo in mezzo agli altri, questi sciagurati che hanno perduto, grazie alla alienazione, quel pudore del vizio che è l'ipocrisia, si abbandonano ad atti violenti ed osceni, tanto più pericolosi perchè scoppiano improvvisi, e spesso per futili cause, come quello di A..., che uccise un compagno perchè non gli volle lucidare le scarpe; e sempre resistono con tenacia ostinata alle discipline carcerarie, mostrandosi indifferenti alle punizioni, scontenti di tutti, diffidenti degli impiegati, che credono i proprii nemici, e su cui gettano spesso le colpe da loro stessi commesse, e che annoiano con continue istanze e reclami: in breve si fanno centro e pretesto di continue ribellioni. Che se, come pur troppo si usa (art. 823 Cod. Proc. Pen.), tengansi isolati e incatenati nelle celle, non riescono più di noia ad alcuno, ma per l'inerzia, pel vitto che s'assottiglia a chi non lavora, per la scarsa luce, si fanno idremici, scorbutici, quando colla violenza non abbreviino ancor più presto la triste loro vita.

D'altra parte, l'invio loro ai manicomî è seguito da altri malanni. I nostri manicomî sono spesso mal sicuri: sprovvisti, molti, di celle di forza e perfino di celle d'isolamento: e so di un alienista che avendole reclamate pel Manicomio di Torino fu tacciato di intemperante. D'altronde essi vi portano tutti i vizî delle classi immorali d'onde sortirono; continui vociferatori ed attaccabrighe, pieni di una morbosa idea di se medesimi, si mostrano scontenti sempre del trattamento dell'asilo, e reclamano come un favore il ritorno alla prigione; si fanno apostoli di sodomie, di fughe, di ribellioni, di furti a danno dello stabilimento e degli ammalati stessi, a cui coi loro modi osceni e selvaggi, e colla triste nomea che li precede, destano spesso paura e ribrezzo, come li desta nei congiunti il sapere accomunati con essi i propri cari. Chi non sentirebbe orrore di avere avuto un figlio compagno nel dormitorio con Boggia?

Quegli altri alienati, poi, che non hanno, nè ebbero le prave tendenze abituali di questi, che non passarono nei delitti la vita, ma che furono o sono vittime di un impulso delittuoso, isolato, spuntato in una data epoca dell'esistenza, benchè non destino il ribrezzo dei primi, non ne sono meno pericolosi; essi non possono, spesso, contenersi dal compiere quegli atti feroci cui li spinge una crudele natura; feriscono, incendiano; superano, per la maggior lucidezza di mente, quanti ostacoli voi loro frapponiate. Altri fingono la calma più completa, ma solo per poter persuadervi a porli in libertà, o per combinare alla sordina un'evasione, un complotto. Poichè questo hanno di speciale i pazzi criminali che non rifuggono, come gli altri alienati, dalla società, cui pure tormentano colle loro violenze, ma tendono ad associarsi fra loro; e siccome conservano quello spirito di continua irrequietudine e di incontentabilità che li animava prima d'essere pazzi o delinquenti, così credono che voi siate sempre sul maltrattarli, insultarli; riescono quindi a istillare queste idee false negli altri, e dare, a poco a poco, corpo, alle idee di fughe, di ribellione, di cui sarebbero incapaci i comuni alienati, isolati nel proprio mondo come sonnambuli; in questo s'accordano appieno tutti gli alienisti, il Roller, il Boismont, il Delbruck, il Reich, il Solbrig, ed io n'ebbi delle prove palpitanti nei manicomî da me diretti. Per es., Er..., già carcerato per ricettazione, era sempre in sul lagnarsi dell'ingiustizia dei tribunali e dei trattamenti nostri, non mai abbastanza riverenti; protestava con lettere grottesche al re, al prefetto; un giorno si mostrò tutto cangiato, era divenuto umile e buono; egli avea preso a complottare con tre altri malati per fare una strage degli infermieri; poco tempo dopo, infatti, mentre essi erano occupati alla distribuzione della zuppa, disselciò co' suoi compagni una parte del cortile, accatastò una piramide di sassi, che si diede a scaraventare a dritta e sinistra.—Alcuni anni dopo un epilettico omicida, Mar..., rinnovò la triste impresa e per poco non pose in fuga tutto il corpo degli infermieri.—Un omicida, allucinato, così intelligente da poter scrivere, egli povero ciabattino ineducato, la propria biografia con istile degno d'un Cellini, si comportò per due anni bene; ma un giorno gli si rinvenne nascosta nel letto una barra di ferro, preparata per colpire gli infermieri: un altro giorno fattosi con dei pezzi di legno un passe-partout, dischiuse due usci, si calò da una finestra ed evase.

Un altro, ladro e suicida, d'accordo con costui, riuscì ad evadere, rubando parecchie dozzine di lenzuola, e facendone abbruciare da un imbecille alcuni frammenti nelle stufe del manicomio, per fuorviarci sulla vera causa della loro scomparsa.

È evidente come questa specie di malati perturbi l'andamento di un manicomio, aggravi le condizioni degli alienati più deboli, ed impedisca d'attuarvi in larga scala quella libertà che è prescritta dalle moderne dottrine.

Di tutto ciò, però, poco avrebbero a soffrire quei fortunati che non mettono mai il piede in quei tristi recinti; ben peggio va la bisogna per tutta la società, in grazia dei molti pazzi inclini a mal fare, che (mancando una legge od un istituto apposito che li riguardi) passano i loro giorni in mezzo ad essa, sempre attendendo a' suoi danni, e senza che alcuno sospetti, pure da lontano, delle bieche loro intenzioni.

Sono, in genere, monomani che sanno assai accortamente dissimulare il delirio, per modo che a mala pena ne sospetta la stessa famiglia; ovvero sono pazzi precocemente dimessi dai direttori dei manicomî, spesso per non incorrere in accuse di violata libertà personale; oppure sciagurati, che avendo commesso, in un primo delirio, azioni criminose, furono condannati, e scontata la immeritata pena, tornano in mezzo agli altri, più ammalati di prima, o, riconosciutasi la loro pazzia, furono prosciolti da ogni accusa e messi in libertà. Gli è che, constatata, anche, che siasi, in un accusato, l'alienazione come causa del reato, non ne segue che esso debba essere spedito ai manicomî, o quando ve lo sia, niuna legge impone che vi abbia ad essere ritenuto indefinitamente e sotto speciale responsabilità dei direttori: sicchè questi finiscono col dimetterlo, cedendo alla continuità della calma apparente, alle replicate richieste dei malati e delle illuse famiglie, non mai abbastanza persuase della realtà della propria sventura.