Accade sì che quando la pazzia si palesi durante il procedimento (819, Cod. Proc. penale), questo venga sospeso, e il reo spedito al manicomio; ma molte volte e' (se era simulatore) ne approfitta per evadere, come ne vedremo fra poco parecchi esempi; più spesso ne perturba la disciplina, e ad ogni modo, se perduri indefinitamente l'alienazione, il procedimento non ha alcuna soluzione; e come la giustizia rimane insoddisfatta e sempre sulla ricerca di un problema da sciogliersi con danno dell'imputato o della sita vittima, così ne rimane scontenta la pubblica coscienza, ed eccitatane la malignità umana a falsi e tristi sospetti, che, certo, non si incorrerebbero per un invio ai manicomî criminali, così paralleli ad un carcere.
Il più sovente, però, essi si trovano liberi in mezzo a noi, e tanto più pericolosi, perchè sotto l'apparenza della più perfetta calma, della più lucida intelligenza, tenacemente conservano gl'impulsi morbosi, dandone, quando meno si sospetta o alla più lieve occasione, irreparabili prove. Esempi di questa facile recidività delle tendenze morbose si trovano in tutti gli autori, nell'Holtzendorf, nel Brierre, nel Delbruck, nel Solbrig[338]; in tutti quanti, insomma, ebbero a trattare questo argomento. Poco sopra io stesso vi confessai come, ingannato dalla apparente docilità d'un alienato, ebbi a dimetterlo con gravissimo pericolo altrui. Pochi anni fa il borgomastro di Gratz fu vittima di un monomaniaco religioso che alcuni anni prima aveva minacciato un'altra esistenza.—Haltdfield, prima di attentare a re Giorgio III, aveva cercato di uccidere la moglie e i suoi tre figli: rinchiuso in Bedlam, ammazzava un alienato.—Booth, l'uccisore di Lincoln, s'era gittato anni prima in mare per parlare con un collega suicidatosi anni prima.
Vassilidsa è condannata a 12 anni in Siberia per omicidio commesso senza alcuna cagione, e appena vi è giunta si dovè condannare a 22 anni di lavori nelle miniere e 100 colpi di verga per altro omicidio; alle miniere ferisce una ragazza e cinque donne, e uccide un altro uomo (Ann. méd. psych., 1869, pag. 13).
Il danno di questa libertà sconfinata, lasciata ai pazzi criminali, finisce coll'estendersi, in dati momenti, all'intera nazione[339].
E ciò non solo, perchè (come abbiamo veduto negli assassini di Lincoln e di Giorgio III) quegl'infelici volgono il pensiero omicida verso i maggiorenti della nazione, ma, anche, perchè, dotati come sono d'una lucida mente e d'una grande tendenza all'associazione, quando trovino il momento favorevole, riescono a formare un nucleo settario, tanto più terribile, chè non avendo a moderatore la mente sana, non è capace d'arrestarsi nel suo cammino e di temperarsi, ed agendo sulle menti dei volghi per il fascino stesso della sua stranezza, riesce a trascinarli ciecamente dietro di sè; sono, direi, molecole di fermento, impotenti per sè, ma terribili negli effetti, quando possano raggrupparsi ed agire in una data temperatura, entro un predisposto organismo. Noi n'ebbimo un esempio nelle storiche pazzie epidemiche del medio evo, che si ripetono nei Nichilisti di Russia, nei Mormoni e nei Metodisti d'America, negl'incendiari di Normandia del 1830, e or ora in quelli della così detta Comune parigina.
Poichè è ormai dimostrato che, toltane l'influenza di pochi furbi e più pochi ideologhi, essa fu l'effetto di un delirio epidemico, a cui prestarono mano le passioni concitate dalla sconfitta (così come la paura nelle follie dei contagi), l'abuso dell'assenzio, ma più di tutto il grande numero di alienati ambiziosi, omicidi e fino paralitici, liberati troppo presto dai manicomî, e che, rinvenendo in quella popolazione commossa un terreno propizio, si associarono e posero in atto gli sciagurati loro sogni.
Laborde (Les hommes de l'insurrection de Paris devant la Psychologie, 1872) enumera ben 8 membri della Comune, notoriamente alienati. Il generale Eude, ex farmacista, ex stenografo, ex commesso, e interdetto per debiti e prodigalità, avea il padre pazzo; D..... la madre; Ferrè la madre ed il fratello; P... pure il fratello, ed era stato lipemaniaco a 17 anni. Il dott. Goupil è un monomaniaco che spiega tutti gli accidenti umani coll'oroscopia, di cui fondò un giornale. Lullier era forse alienato, certo alcoolista. Flourens diede indizio di allucinazioni fino da giovanetto, e il padre, eruditissimo, gli era morto per rammollimento cerebrale. B... eletto da ben 10.000 voti, era da anni malato di mania, o, meglio, demenza ambiziosa, paralitica; si dicea capo di una setta fantastica dei fusioniani, e si sottoscriveva: figlio del regno di Dio e Profumiere. Giulio A..., sindaco dell'ottavo circondario, era anch'esso da molti anni affetto di demenza paralitica; si credeva Dio, imperatore, inventore di un telegrafo scarabeico (lodato da Girardin!!!), tre volte ricoverato in manicomio, parecchie volte processato per oscenità commesse sotto scusa di un certo suo apostolato ginnastico; eletto sindaco, vociava tutto il dì, riempiva le pareti di enormi proclami umanitario-ginnastici, finchè, divenendo furioso, fu trasportato prima a Mazas, poi a Bicêtre, ove, certo in un lucido intervallo, domandò: Pourquoi les autres me viennent-ils pas? detto che è la più chiara dimostrazione del nostro asserto.
Un ex frate C..., anch'esso affetto da demenza paralitica, evaso da Bicêtre, fu, insieme ad un suo fratello, pur alienato, il capo dei torbidi comunali di S. Etienne. Anche gli orrori dell'89 ebbero spesso a movente deliri di monomaniaci omicidi, come Marat e la Terroigne; il marchese di Sade era presidente della sezione delle Picche.
E noi Italiani, se pensiamo agli orrori che la paura del colèra provocò nell'Italia del sud, e ai torbidi suscitati nell'Emilia dal macinato, nei quali, secondo uno studio accuratissimo dello Zani, appunto presero parte sette alienati[340], dovremmo dubitare anche noi, che, continuando a lasciare in libertà certe specie di alienati, potremmo vedere per opera loro turbata la nostra ammirabile calma, quando si presentasse uno di quegli avvenimenti atti a commuovere le fantasie popolari e a dar corpo a quelle molecole di sedizioso fermento, che sono i pazzi criminali.
E solo l'istituzione di un manicomio criminale giuridicamente riconosciuto, e non sgusciante tra le maglie del codice sotto falsi nomi, mi pare capace di far cessare quell'eterno conflitto colla giustizia e colla sicurezza sociale, che si rinnova ogni giorno, quando si tratta di giudicare quegl'infelici, che non si può o non si sa precisare se veramente furono spinti al delinquere da un impulso morboso o da perversità dell'animo loro.