Delitto politico.—Una delle applicazioni più curiose e insieme più pratiche è quella che dallo studio fisionomico e biologico del criminale politico assurgeva a trovar la differenza tra la vera rivoluzione, sempre utile e feconda, e la ribellione e le rivolte, sempre sterili e dannose[373] e così a fissar le basi del delitto politico vero che si erano sottratte finora agli sforzi di tutti i giuristi[374].
È un fatto ormai stabilito, e di cui ho dato le prove nel Delitto politico, che i rivoluzionari, cioè gli iniziatori delle grandi evoluzioni scientifiche o politiche che provocano un vero progresso nell'umanità, sono quasi tutti dei genii o dei santi e hanno tutti una fisionomia bella, leale armonica: basta, per convincersene, ricordare le nobili fisionomie di Paoli, Fabrizi, Dandolo, Moro, Mazzini, Garibaldi, Gambetta, Marx, Lassalle, dei nichilisti e dei martiri cristiani. In generale, questi uomini hanno una fronte larga, una barba abbondante, un occhio dolce e grande: qualche volta si trova fra loro la mascella molto sviluppata, mai però ipertrofica; qualche volta anche il pallore del viso (Mazzini, Bruto, Cassio): ma quasi mai questi caratteri si trovano insieme nello stesso soggetto tanto da formare quello che io chiamo un tipo criminale (Atlante, Tav. LXII).
Da uno studio, anzi, che io ho fatto su 320 dei nostri rivoluzionari italiani, quasi tutti maschi (vi eran 27 donne su 100 uomini), la proporzione del tipo criminale è emersa del 0,57%, cioè molto meno che non fra i normali, dove essa è del 2% (Vedi Vol. I).
Su 30 nichilisti russi, 18 hanno una fisionomia bellissima, 12 presentano qualche anomalia isolata, 2 soli hanno il tipo criminale, vale a dire il 6,7%.
Ebbene, se dai martiri d'una grande idea politica o religiosa noi passiamo ai regicidi, ai presidenticidi, come Fieschi, Guiteau, ai fautori della carneficina del 1793, come Carrier, Jourdan, Marat, noi troviamo al contrario in tutti o quasi tutti il tipo criminale (Vedi Atlante, Tavole LXI e LXIII).
E il tipo si ripete, ma con però meno frequenza, fra i comunardi e gli anarchici come Ravachol, Pini. Su 43 fotografie di anarchici di Chicago favoritemi dal dottor Carus, ho trovato l'enorme proporzione del 40% di tipi criminali. Negli anarchici di Torino, trovai questo tipo nel 34%, mentre nei rei comuni lo trovo nel 43%.
Applicazione alle perizie psichiatriche.—I medici legali, i penalisti pratici che, sentendo viva, come ben diceva il Majno[375], la modernità, si sono impadroniti di questa nuova scienza, hanno potuto accorgersi che prezioso strumento essa sia, anche nelle applicazioni più pratiche: per provare, per es., se e quale parte abbia preso un reo nel delitto, quali fra alcuni complici e alcuni indiziati sia il vero reo od il reo principale, ecc., ecc.; tutte nozioni che si appoggiavano spesso ad indizi fragili, come le propalazioni fatte in carcere, le povere indicazioni dei sindaci, l'incerto o quasi vuoto casellario giudiziario, ecc.
Ed è così che una metà dei processi va a male e che molti innocenti son colpiti e molte colpe restano impunite.—Quanto in questi casi possa giovare l'antropologia criminale lo mostrarono alcuni recenti processi in cui essa fece capolino per quanto troppo timidamente.
È noto che mediante l'abilità del prof. Bianchi, il prete Palmeggiano, accusato di ferite contro il Conti, risultò innocente e l'accusa del Conti una calunnia: qui le stigmate isteriche, i grandi accessi ipnotici, l'abuso delle lettere che è così speciale agli isterici, furono la guida psichiatrica ed antropologica che condusse il Bianchi allo inaspettato risultato[376].
Viceversa abbiamo veduto che i caratteri del tipo criminale, gli antecedenti criminali ed isterici della Zerbini, mostrarono chiaramente al Ceneri come le sue accuse contro il Pallotti che n'era immune fossero complete calunnie, e come essa sola fosse l'autrice dell'assassinio Coltelli[377]; e così venne liberato un innocente e punita od almeno tentato di punire una colpevole.