Vediamo ora con altri casi pratici fino a qual punto si possano trovare delle applicazioni analoghe.
Bersone Pietro, d'anni 37, notissimo ladro, era stato arrestato per sospetto di un audacissimo furto di 20.000 lire, in ferrovia. In carcere si finse alienato pretendendo essere avvelenato. Intanto si ebbero prove di molti altri furti, essendogli in una perquisizione trovata una quantità di portafogli e passaporti, per es., di certo Torelli. Alto m. 1,80, pesante kg. 77, presenta larga capacità cranica, 1589; indice cefalico 77; fisonomia fiera, con capelli brizzolati, mandibola voluminosa; torace ampio; muscoli ben nutriti; forza notevole col dinamometro, kg. 55 a destra e 40 kg. a sinistra; temperatura normale 37,0.
Il tatto è di poco più ottuso del normale, 2-3 a destra, 2-1 a sinistra, lingua 1,9, fronte 25,0.
Quanto alla sensibilità generale coll'algometro elettrico, mentre un uomo sano offriva 84 mill. slitta Rhumkorff al dorso della mano, egli offriva 80 a destra e 79 a sinistra.
Quanto al dolore, mentre un uomo sano dava 61 e 24 mill. slitta a destra e sinistra, egli ne dava 48 e 40, dunque con ottusità notevole.
Lo studio coll'idrosfigmografo, strumento col quale si mettono in evidenza i tracciati del polso e le modificazioni di volume degli arti, sotto l'influenza di una emozione, e che quindi esprime in millimetri la reazione emotiva e psichica, mi confermò nell'osservazione della grande insensibilità al dolore che non muta mai la linea sfigmica. Altrettanto accadeva quando si parlava a lui di veleni, e così dicasi quando gli si parlò del furto in ferrovia.
Invece si aveva una enorme modificazione pletismografica (abbassamento di 14 mill.) quando gli si parlava del furto Torelli, di cui venni a cognizione.
In carcere fino dai primi giorni si mostrò di una esagerata circospezione. Rifiutò di farsi fotografare, di parlare, rifiutò gli alimenti, ma nel medesimo tempo mi chiamò e mi fece avvertito che egli li aveva rifiutati perchè credeva vi fosse del veleno mandato dai suoi nemici e dalla sua amante. E quando io messo da ciò sull'avviso di una possibile simulazione, gli dissi che egli simulava e che non gli avrei creduto, montò in furore e pretese di essere visitato da altri medici: continuò poi a rifiutare qualche giorno il cibo, ma un giorno o due dopo il rifiuto mangiava sino a riportarne indigestione.
Al 18 marzo parve preso da un accesso di furore: mentre era condotto al passeggio, salì sulla cinta di questo e si mise ad urlare agli operai che lo liberassero perchè lo avvelenavano, minacciando con pietre guardie e compagni.
Però la temperatura non era aumentata che a 37,6; le urine che nell'accesso maniaco per solito diminuiscono molto di volume e appaiono più colorate e più pesanti, presentavano il solito volume e scarso peso specifico (1025), e nessuna variazione di colore (3 Vogel).