Scrisse lettere al Giudice, al Procuratore del Re, ma la calligrafia, l'ortografia, e il contenuto stesso non aveano il carattere speciale al monomane od al maniaco.
Ed io fui stupito della docilità con cui dopo ciò si prestava agli esami fisici che potevano essere creduti atti di tortura nel concetto di qualunque delirante persecutorio.—Passato ad una delle sezioni dell'infermeria, continuò a dire di essere condannato, ma con poca insistenza.
Tutto sparve come per incanto il giorno in cui vennero per riconoscerlo due presunte sue vittime che lo ispezionarono dall'usciolino, senza riconoscerlo pel loro derubante. Ed egli lo seppe subito per quella complicità che aleggia per tutto nelle carceri.
Dei suoi parenti raccolsi che il padre ed un cugino paterno si sono suicidati; un altro cugino è pazzo; ed uno fu condannato per furto. Un fratello è bravo ed onesto.
In base a tutto ciò conclusi: che si trattava di un vero abituale delinquente che aveva un grande interesse a nascondere la propria identità, che, perciò ricorse, in parte, alla violenza ed in parte alla simulazione, senza però escludere una possibile ricorrenza di un vero delirio persecutorio provocato dall'isolamento e dall'alcolismo, in una tempra predispostavi.
Ei però certo simulò la monomania di persecuzione e la mania acuta. Quanto alla prima i caratteri del tatto e della sensibilità dolorifica così vicina al normale già ci fanno sospettare la simulazione; ma più lo confermano la sua scomparsa troppo rapida; mentre essa ha una forma tenace, e, infine, la nessuna reazione data dal pletismografo quando gli si parlava di veleno, la nessuna resistenza fatta agli esami fisici, e poi la stessa inquietudine esagerata ed affettata, quando ne mancavano i motivi.
Quelli che delirano di essere avvelenati, assumono in genere, una attitudine passiva, non mangiano, sì, ma non lo fanno sapere; arrivano all'astinenza, fino a morire tabifici, mentre egli si asteneva un giorno per mangiar doppiamente l'indomani; dormono poco di notte, mentre egli dormiva poco alcune notti, per poi dormir doppiamente le notti susseguenti.
Però questa simulazione, come accade spesso negli epilettici, partiva da un fondo vero—da un residuo ogni tanto ripullulante dei delirii persecutori—per cui, diremo in una parola, copiava se stesso.
Quanto all'esacerbazione maniaca essa fu probabilmente provocata dalla dimora in cella che sì spesso la cagiona.
Ad ogni modo non ne restò più traccia appena fu messo alla sezione Infermeria.