Così vi ho trovato una dimostrazione dei danni degli studi arcaici, in cui potrebbero specchiarsi molti ministri, che ci ribadiscono sempre più la catena dei classici, così dannosa al benessere ed alla libertà latina.

Sono lampi fugaci, ma che ci confermano l'esistenza di quella neofilia e genialità intermittente, di cui l'uomo medio è incapace, critico abilissimo, ma niente creatore.

Gli è che in costoro, come nel genio, con cui han comune la base epilettoide, la degenerazione non è solo feconda di mali—ma anche di nuove virtù—e come nel genio l'eccesso dell'intelletto si compensa coi difetti del senso morale e dell'energia pratica, ecc., così nei criminali i difetti del sentimento sono spesso compensati dalla energia d'azione e dalla neofilia.

Gli è che in costoro l'anomalia organica prepara il terreno al minore misoneismo, che è il carattere normale dell'uomo onesto normale.

Ed è certo perciò che costoro vedono, forse inspirati dalla passione, i difetti dei Governi che ci reggono, meglio e più giustamente che non faccia la media degli onesti. Perciò, anche da questo lato, si intravede una ragione, che si aggiunge all'impulsività e al bisogno del male, per spingerli in prima linea nelle rivoluzioni.

Ed essi odiano lo stato presente, credendo che non l'ordine naturale, ma l'ordine di quel dato Governo costituito sia quel che li frena e li punisce; s'aggiunga ch'essi, più impulsivi degli altri, sono più inclini all'azione, e a prendere a pretesto la prima bandiera che loro si offra.

Anormali essi stessi, non sentono la ripugnanza del pubblico, per l'anomalia, per la novità, e molti avendo, o per l'insensibilità o per l'agilità una straordinaria energia, l'adoperano, oltrechè pei propri vantaggi nel sostenere e propagare le nuove idee, da cui gli onesti apatici rifuggirebbero.

E lo stesso spirito novatore che essi portano nei reati, mentre a volte danneggia molti a vantaggio di pochissimi, spesso però favorisce delle immense innovazioni. Se si considera bene, p. es., l'apertura del canale di Suez è stata una truffa gigantesca, compita colle stesse arti criminose del Panama, che a sua volta, se fosse riescito, sarebbe stato coronato dall'approvazione universale.

Gli imbroglioni, i truffatori, pur non lavorando che per sè, grazie alla stessa loro smania d'attività, applicano l'ingegno a vantaggio degli altri; nello stesso tempo mettono in moto una tal quantità di fermenti, che danno una spinta fortissima al progresso e alla civiltà; anzi per la mancanza di scrupoli, per l'energia che presta loro l'impulsività violenta e per l'imprevidenza degli ostacoli e delle sventure, riescono là dove gli onesti non giungerebbero mai.

Essi, poi, per l'antipatia del normale, del vecchio, del costituito, sono un baluardo potente contro i partiti retrogradi, clericali, ecc.