E così, almeno in Italia, si vedono gli onesti abbondare nel partito dei clericali. Cesare e Catilina non trovarono sulle prime partigiani che tra i birbanti, mentre l'antico partito consolare era tutto composto di onesti[383]. Tutta la storia ci ricorda che il nucleo dei grandi ribelli politici è, quasi sempre, criminale[384].
E la civiltà li applaude costoro, non ostante le loro magagne, perchè sono i soli che riescono a innestarle il nuovo, che senza essi non potrebbe attecchire.
D'altronde essi le si impongono in tal modo, approfittando dei congegni complicati della vita parlamentare, che il cacciarli non sarebbe possibile senza pericolo e senza altri gravissimi danni, come non era possibile cacciare i tiranni antichi, che anch'essi erano criminali..... ma utili.
Essi coll'ingegno, coll'energia, colla mancanza d'ogni scrupolo, creano delle istituzioni che riescono poi utili a tutto il paese; così la flotta inglese deve la sua origine a pirati (Drake).
Nei popoli semi-barbari, in cui il delitto è più che altro un'azione e non un misfatto, molte volte i delinquenti, specie se associati, diventano una specie di giustizieri economici e di tribuni politici. Essi esercitano e mettono in pratica, in gran parte è vero a pro di sè, ma in parte a prò degli altri, una specie di comunismo violento, per cui si arricchiscono col defraudare e derubare il ricco e il potente, ma insieme applicando una specie di sommaria giustizia che supplisce l'assente giustizia officiale. In Sardegna, in Corsica, e per molto tempo, sotto i Borboni, in Sicilia, i veri giudici, i veri protettori degli oppressi sono od erano i briganti, che in parte ruban per sè, in parte (per avere delle sicure clientele) dividono le prede coi più poveri, che a volte poi capitanano nelle ribellioni, come in Grecia i Clefti. In Napoli ed in parte in Sicilia, la camorra e la maffia, pur essendo associazioni criminose, esercitarono un tempo nelle plebi e tuttora nei postriboli, nelle osterie e nelle carceri una relativa giustizia e potevano, offrire ai proprietari e ai viaggiatori una specie di assicurazione contro i malandrini, che il governo non può offrire, e perciò son sopportati e forse qualche volta aiutati anche dagli onesti. Così ai briganti ed ai contrabbandieri, associati quasi in armata, dovette, per quasi un secolo, il popolo francese se potè, sotto Luigi XIV, fruire del sale colpito da così enormi tasse da divenir un oggetto di lusso (Ferrero).
In mezzo alla troppo corrotta civiltà, quando l'eccessiva legalità finisce col favorire l'impunità del delitto, il linciaggio, che è pure un delitto, è divenuto un mezzo, barbaro è vero, ma efficace per difendercene.—In California, p. es., tutti gli uffici pubblici, la giustizia compresavi, erano in mano a una vera banda di furfanti, che rubavano impunemente, assolti se accusati; la maggioranza allora si unì e li linciò; d'allora la California è il più quieto paese degli Stati Uniti. La giustizia non vi sarebbe giunta mai, come non giunge ora in Italia a colpire i colpevoli, se coperti d'alti uffici.
Dopo tutto ciò, noi comprendiamo come nei popoli barbari per una causa, nei popoli meno civili per un'altra, una serie di delitti non solo non sia stata punita, ma per fin favorita, e perchè in complesso, per tutti i delitti in genere, salvo pel più feroci, la persecuzione sia sempre stata così scarsa, così insufficiente, così illusoria; come i giudizi penali, in fondo, non sono troppo spesso che i mezzi con cui gli avvocati, come i vermi dall'humus, fan passare (con parlari altisonanti o sentimentali—le lagrime delle madri, ecc.—o con geroglifici imcompresi spesso da loro medesimi) nel proprio, terreno l'oro che i criminali rubano agli onesti, e un appiglio per adagiarci in una falsa sicurezza tutti i giorni smentita, perchè già, come dice il proverbio, sono i moscerini che entrano nel paretaio penale..., le vere birbe ne sgusciano quasi sempre.
Senza dire che, se i vecchi giudizi penali, il cannibalismo giuridico, il concubito delle adultere, i combattimenti colle fiere erano un triste e criminoso sollazzo, anche i moderni lo sono, sotto forma di Assise e di pena capitale, a cui accorrono avidamente curiosi tutti i peggiori criminali che vi trovano il migliore dei loro passatempi, ed un modo di istruirsi nel male, e raddoppiare nei reati; sicchè la pena stessa e il mezzo per conseguirla sono un'altra forma semi criminosa, che, notisi poi, pesa tutta sulle spalle degli onesti, i quali, come in Italia, dopo aver perduto già 20 milioni per l'arti malefiche dei rei, ne perdono quattro volte tanto per l'arresto ed il giudizio e sei volte tanto per la loro condanna.
Cosicchè si può dire che un buon terzo del bilancio dell'onesto va tutto a servizio del disonesto, pel quale una falsa pietà trova sempre una certa quantità d'attenuanti e di scusanti, tanto più anzi quanto più è atroce il delitto.
E ad ogni modo tanti sono i ricorsi, i controlli, gli appelli e i contrappelli creati (così almeno protestasi) per confortare sempre più la sincerità del giudizio, che questo, quando sta per pronunciarsi, trova gli uomini dimentichi del reato avvenuto—o stancati dal lavoro fatto per ottenerne giustizia: e quindi il verdetto più ingiusto non desta alcuna reazione: che se è giusto e severo, vi provvedono, dopo qualche tempo, le grazie e gli indulti, un altro provento diretto dei deputati avvocati—sicchè bisogna sia ben povero e ben inetto quel reo che sconta interamente una pena, ben meritata.