[56]. Cfr. Fornasari di Verce, op. cit, § 62-68.

[57]. V. Tre Tribuni studiati da un alienista, di C. Lombroso, Bocca, 1887, pag. 157, 158, 159.

[58]. Vedi Lombroso. Delitto politico e criminalità. Bocca, 1895.—Id., Pensiero e meteore. «Bibliot. intern.», Milano, 1875.

[59]. Chi compari la più antica leggenda Semita, quella di Eva, colle altre che corsero sulla Saoma nell'India, e sul Medh nel nord d'Europa, intravvede che si trattava di quel frutto, il pomo, forse, tanto indiziato dalla tradizione popolare, donde escì il primo liquore fermentato, il sidro, mentre col biblico albero della vita, che gli stava vicino, si voleva probabilmente alludere a quell'altro, la vigna, detto in Accadico gestin, legno della vita, donde si trasse l'alcool o l'acqua della vita, così omologo nel significato all'amrita—l'immortale degli Indiani, ed all'abrotos del Greci.

Coloro che, in grazia alle condizioni economiche o di clima o di casta, fecero solo un parco uso delle sostanze fermentate o dei loro sostitutivi, oppio, coca, ecc., non ne videro se non la strana e benefica efficacia, l'eccitamento meraviglioso dell'intelligenza e della memoria, e delle più nobili passioni, dell'amore sopratutto e della benevolenza. Al succo dell'asclepias, alla Soma, quindi, attribuirono facoltà meravigliose, e non solo la ispirazione poetica, ma il coraggio degli eroi, e perfino la virtù di rendere immortali (amrita). «Noi abbiamo bevuto la Soma (Rig. Veda, VIII, p. 48); noi divenimmo immortali, entrammo nella luce, ecc.»—Il Soma che genera gli inni ed il talento del poeta (idem, IX, 25).

Nel Yacna di Zoroastro, il succo dell'Haoma, che è tutt'uno del Soma «allontana la morte».

Il sacerdote era sinonimo di bevitor di Soma; e poi finalmente il Soma stesso divenne, per quei rivolgimenti facili nelle creazioni popolari, un Dio, un Dio così potente da rivaleggiare col fuoco (Rig. Veda, IX, 96): «Soma, tu che fai i Richis, che dai il bene, padrone di un migliaio di canti, ecc., tu immortale, dai l'immortalità agli Dei e agli uomini».

La Saoma non era permessa che ai Bramini; così come nel Perù la coca era solo concessa ai discendenti dell'Incas; e fra i Chibcha ai preti, che se ne servivano come di un agente di ispirazione.

Anche il Med, la bevanda dell'Edda, di miele e sangue, faceva divenire poeti e saggi gli uomini (Kuhn, Die Herabkunst der Feuers, 1859). E qui ricordo come il grande Idhunna dell'Edda fu sedotto da Loki a carpir i pomi dell'immortalità, e tosto la sua Bragi gli fu rapita dai giganti.

E, qui, notisi che la Saoma, la quale è già spesso confusa coll'amrita (Veda, XIV) è detta qualche volta in sanscrito Madhu, che nello Zendo ha significato di vino; il che lega il Med Nordico, Madus Lituano e Mad sanscrito col nostro matto; e, infatti, Bacco, nato Dio, è versato in onore degli Dei; e il delirio bacchico è una virtù profetica, è la possessione del Dio: ed Esculapio era figlio di Bacco.