Era già cosa nota che gli emigranti davano una proporzione massima di delitti.

Dalla recente statistica degli Stati Uniti[48] risulta che gli Stati che hanno il massimo dell'immigrazione, sopra tutto Irlandese e Italiana, dànno il massimo della criminalità.

Così:California0,30reip.‰abit.33%emigranti
Nevada0,31»»»41»»
Wyomin0,35»»»28»»
Montana0,19»»»29»»
Arizona0,16»»»39»»
New York0,27»»»23»»
viceversaNew Mexico0,03»»»6,7»»
Pensilvania0,11»»»13»»

Ciò che scombuia ogni effetto della densità. Così Montana 0,3 abitanti per miglio quadrato, Wyomin 0,2, Nevada 0,6, Arizona 0,4, con densità, dunque, minime si hanno grazie all'emigrazione enormi cifre di reati, mentre N. York (151 per migl. qu.), Pensilvania con 95 per migl. qu. con densità grande, ne hanno meno, e relativamente meno ne dà, 0,21 di reati, District Columbia che raggiunge la densità di 2960 per migl. qu.

Su 49.000 arrestati a New York, 32.000 erano emigranti (Barce, The Dangerous Classes).

Su 38.000 detenuti nell'America del Nord, 20.000 erano figli di stranieri (Beltrami-Scalia, op. cit.).

In Francia si era già notato fin dal 1886 che su

Ora in Francia l'immigrazione triplicò dal 1851 al 1886, salendo da 380.381 a 1.126.183.

Giustamente osserva il Joly[49] che quando la corrente che spinge all'emigrazione da un paese all'altro è debole, vi innesta gli uomini più energici e intelligenti, ma quando è troppo violenta trascina i buoni coi tristi; e infatti la maggior parte della criminalità degli emigranti è data dalle provincie più limitrofe, che dànno il numero maggiore di emigranti. Così nel 1886 contavanvisi 4 condannati su 100.000 Svizzeri, 18 su 100.000 Spagnuoli, 23 su 100.000 Italiani e quasi nessuno fra gli Inglesi e Russi. In Parigi stesso, a proporzioni eguali d'abitanti, le colonie belghe e svizzere dànno 3 volte più arrestati che gli Inglesi e Americani. La colonia italiana che è solo quadrupla della Austriaca ha un numero d'arrestati 15 volte maggiore.