Quanto meno poi l'emigrazione è stabile, tanto più dà delitti. I Belgi che si naturalizzano in Francia vi commettono molto meno delitti degli emigranti Spagnuoli che quasi vi sono accampati.

Lo stesso può dirsi dell'emigrazione interna dello stesso paese, specialmente di quella a destinazione variabile, dei venditori ambulanti, ecc. Così in uno studio fatto a St-Gaudence donde emigrano molti venditori ambulanti (circa 7000 su 36.000 abitanti), francesi, si nota che costoro diedero una cifra fortissima di reati, truffe, violenze e ferite, che da 41 che erano nei 1831, nel 1869 va a 200, a 290 nel 1881: e frequenti sonvi gli abbandoni dei bambini, gli adulteri e i divorzi.

«La Sarthe è uno dei migliori dipartimenti quanto alla criminalità, ma se si tien nota dei delitti commessi dai suoi nativi, emigrano fuori, s'innalza di 34 gradi nella scala della criminalità. Così Creuse per ragioni analoghe cambiò dal 3º al 18º rango grazie ai suoi 45,000 immigranti per lavori instabili. Ve n'ha che giungono onesti nelle grandi città, ma sempre illudendosi sull'ambiente nuovo che li attira, e quindi facili agli sbagli che a poco a poco poi diventano delinquenti: la ragazza che cede alle prime seduzioni diventa prostituta: l'operaio chiusa la sorgente del lavoro diventa ozioso, e vicino a persone che lo attirano al male, e avendo davanti l'amo di mille piaceri di cui gli altri godono diventa ladro. Vi hanno i criminali che sperano farsi dimenticare e redimersi, ma ricadono pei nuovi contatti o per rivelazioni imprudenti. Infine vi hanno i criminali, che vengono nelle grandi città per commettere i crimini. Nelle piccole città, come dice bene Joly, conviene cercare le occasioni di fare il male; a Parigi le occasioni vengono a voi, vi strascinano. Gli stessi gaudenti ricchi sono causa di delitti, specie contro i costumi, e poi il delitto vi si può commettere con tali fraudi, così da lontano da non parere quasi delitto (Joly, o. c.).

«Il Parigino puro sangue non s'è mischiato alle violenze della Comune (scrive Maxime du Camp) che in iscarsa misura; la schiuma della provincia fermentava in Parigi; tutti gl'impotenti, i vanitosi e gl'invidiosi vi approdano gonfi di sè e si credono atti a reggere il mondo per essere stati esaltati nelle bettole del villaggio. Parigi deve realizzare il loro sogno o perire; Parigi non sa neppure il loro nome, e per scontare sì grave delitto deve cadere».

L'emigrante, dettavo già io nella 2ª edizione di questo libro (1876), rappresenta quella specie di agglomero umano che ha la massima facilità ed incentivo al delitto associato: maggiori bisogni, minore sorveglianza, minore vergogna; maggior agio di sfuggire alla giustizia, maggior uso del gergo; ed i ladri sono quasi sempre nomadi (Vedi Vol. I, Sul gergo). Gli emigranti abbruzzesi formarono il maggior contingente della banda Mancini (Jorioz). La piccola emigrazione dei Garfagnini ai lavori delle cave di Carrara dà luogo a delitti, ancora dopo finita perchè ne tornano dopo bevoni, bestemmiatori e addetti a società segrete (congiurini), ed erano anche nei secoli addietro causa di delitti (De Stefani, Dell'emigrazione di Garfagna, 1879, Milano).—La banda di Fiordispini era, in origine, composta tutta di stagnai, cerretani, mietitori, merciai ambulanti, i quali, già del resto, si segnalavano pur troppo, anche nel delitto sporadico.

Anche quegli emigranti che più dovrebbero rifuggire dal delitto, come coloro che pellegrinano, solo per principio religioso, offersero una cifra notevole alla criminalità associata. Il vocabolo di mariuolo par certo derivasse da quei pellegrini di Loreto o di Assisi, che usavano gridare in coro: Viva Maria, commettendo nel medesimo tempo stupri e ladronecci, che credevano espiare col pellegrinaggio (Lozzi, Dell'ozio in Italia. Firenze, 1870), il quale riesciva per loro, così, un comodo mezzo al delitto e un altro ancor più comodo per la penitenza, una specie di quella famosa lancia che feriva, ma subito dopo guariva le ferite. Una prova sicura di ciò ho rinvenuta testè in un curioso decreto del Re di Francia datato dal settembre 1732, che richiama altri decreti del 1671 e 1686, emanati appunto per impedire i pellegrinaggi, i quali sono dichiarati causa frequente di gravi delitti[50].

Forse per ciò i paesi dove hannovi santuari celebri sono, in genere, più malfamati, come osservava D'Azeglio ne' suoi Ricordi.

Ed ecco una nuova causa per cui differisce nel rapporto degli omicidi colla densità, l'Italia dalla Francia, che ha nell'ultimo undicennio 1880-90 una quota media di soli 11.163 emigrati, mentre l'Italia giunge, nel 1892, a 246.751 (124.312 permanente) (Statistica dell'emigrazione italiana, Roma, 1894).

3. Natalità.—Questi studi sull'emigrazione risolvono in gran parte un altro problema che appare completamente contraddittorio in Italia e Francia: parrebbe cioè, che data l'influenza della densità su alcuni reati, essi dovrebbero variare col variare della natalità—e che p. es.: i delitti di furto, i quali crescono colla maggiore densità dovrebbero crescere colla maggiore natalità, eppure in Francia dove vedemmo gli stupri e gli assassinii crescere col massimo della densità essi crescono poi in ragione inversa della natalità.

In Francia fu fatta già prima da Corre e di poi da Joly[51] l'osservazione che la minima natalità è in quei dipartimenti in cui si ha il massimo di delitti: