Altrettanto dicasi delle meretrici. Se, dice Locatelli, la fame e l'abbandono fossero per sè sole capaci di spingere una fanciulla al meretricio, converrebbe decretare dei premi Montyon alle migliaia e migliaia di onorate figlie del popolo, che non ostante gli stimoli delle più gravi privazioni e le seduzioni d'ogni natura, si astennero dal far mercato di se stesse.

Non è difficile che, col tempo, si possa dimostrare l'influenza di qualche speciale alimento nel favorire alcuni delitti.

È noto come l'alimentazione vegetale, prevalente, tenda a rendere miti e docili gli animi, mentre crudeli e violenti li rende l'alimentazione carnea. Potrebbe essere che in parte da ciò dipenda la docilità con cui il contadino lombardo sopporta i mali trattamenti dei suoi padroni; e la violenza con cui li vendica il romagnolo, tanto dedito alle carni porcine. Certo è che appunto nei reati di libidine contro adulti, i beccai, i salcicciai danno le massime proporzioni, toccando il 6,1% in confronto del 3,5 su bambini (Fayet, Séances et travaux de l'Académie, etc., 1846). Viceversa, i barcaiuoli e marinai, in Italia, danno il minimo dei reati in genere (mentre nella popolazione formano il 0,7%, essi dànno il 0,2 nella delinquenza), nel che parrebbe influire, oltre l'isolamento, il cibo di pesce; il che sarebbe però contrario all'idea di Humboldt che notava maggior ferocia nei popoli ittiofagi pel maggiore stimolo degli alcalini sul sangue (Correspondance, tom. VI, pag. 28).

2. Rivolte.—Anche l'azione della fame sulle rivolte fu molto esagerata come ho mostrato nel Delitto Politico. Dall'opera preziosa del Faraglia (Storia dei prezzi in Napoli, 1878, Napoli) che ci dà per quasi nove secoli, anno per anno, il prezzo dei viveri, noi vediamo 46 massime carestie e furono degli anni: 1182, 1192, 1257, 1269, 1342, 1496-97, 1505, 1508, 1534, 1551, 1558, 1562-63, 1565, 1570, 1580, 1586-87, 1591-92, 1595, 1597, 1603, 1621-22, 1623-25, 1646, 1672, 1694-97, 1759-60, 1763, 1790-91, 1802, 1810, 1815-16, 1820-21.

Orbene questi 46 anni di carestia non presentano colle rivolte coincidenza, che 6 volte, cioè nel 1508, 1580, 1587, 1595, 1621-22, 1820-21; nella sommossa celebre, quella di Masaniello (1647) molte altre cause s'associano alla questione economica, quali la pazzia di Masaniello[57], la stagione calda, ed i crudeli trattamenti degli Spagnuoli, poichè se nel 1646 vi fu carestia, nel 1647, se non di grano, eravi però abbondanza di frutti, carne, lardo e cacio (Op. cit., pag. 155). E non vi fu rivolta, del resto, nella carestia terribile del 1182, che durò 5 anni e nella quale gli uomini a stento si cibavano d'erbe agresti e non vi fu nella carestia del 1496-97 che giunse a provocare una crudele moria, e i cittadini dovettero fuggire alla campagna; nè in quella del 1565 in cui tanta era la miseria che le foglie fracide di cavolo si vendevano come fossero sane e fresche (op. cit., pag. 136) e neppure in quella del 1570 nella quale «partivansi i poveri dalle provincie e movevano alla volta di Napoli a torme, affamati, laceri, infermi sperando di campare la vita, e le vie ne furono miserevolmente piene», nè infine in quella del 1586. E qui è opportuno ripetere per la Francia, che se nel 1827, 1832 e 1847 vi furono rivolte parallele a crisi economiche ed a carestie, non vi mancò la temperatura estiva elevatissima; e che in quelle del 1834, 64 e 65 non vi troviamo più chiara l'influenza economica nè la meteorica.

A Strasburgo dalle annate 1451-500 a 1601-1625 crebbe il prezzo del bue di 134% e del porco del 92%, e per molti decenni decrebbero i salari degli operai del 10%, eppure non si ebbero rivolte (Martini, Preussischer Jahrb., 1895, nov.).

Nel 1680, causa l'estrema carestia, gli operai di Madrid si organizzavano in bande, saccheggiavano le case dei ricchi e ne uccidevano i padroni; non passava un giorno che non si vedesse qualche ucciso per aver del pane; eppure non vi si notò una vera rivolta (Bukle, IV).

L'India è un paese, nel quale le conseguenze di carestie terribili si poterono seguire quasi coi nostri occhi. Quella del 1865-66 fece perdere ad Orizza il 25%, a Puri il 35% della popolazione, eppure in quell'anno non vi furono insurrezioni.

Le carestie più celebri di questo centennio, almeno a Nellore, una delle provincie più esposte per la frequente mancanza di pioggia, e per l'eccessiva densità della popolazione, accaddero negli anni seguenti: 1769-70, 1780, 1784, 1790-92, 1802, 1806-7, 1812, 1824, 1829, 1830, 1833, 1836-38, 1866, 1876-78 (Hunter, Imp. Gazette of India, 1881).

Nella carestia del 1769-70 un terzo della popolazione perì; nel 1877-78 si calcolò che per la carestia morirono, oltre la media normale, più che 5 milioni d'abitanti sopra 197 milioni (The Indian Empire, Hunter, 1882). Eppure non sappiamo che queste carestie abbiano dato luogo a sollevazioni e tumulti.