2. Danni del vino.—È troppo noto come l'alcool, lungi dal rendere più tollerabile il freddo, aumenti i danni così dei grandi freddi, come dei grandi caldi, cosicchè si videro, nelle regioni polari e nelle Russie, e nelle Indie, aggravati quei soldati e marinai, che credendo meglio sopportare, così, le fatiche, ne usavano più volte nel giorno; e forse è questa la ragione che i latini nella campagna di Russia soffersero meno dei nordici. E si constatò, nelle epidemie coleriche, che i beoni, anzi, anche solo i bevitori, erano più colpiti dal morbo degli astemi[62]; e come gli aborti sieno in maggior numero fra le bevitrici, perfino nelle mogli di alcolizzati, le quali offersero, d'altronde[63] una fecondità da due a quattro volte minore delle coppie temperanti; cosicchè questo fatale liquore ben può stimolare le passioni carnali sino alla violenza ed al delitto, ma senza pur crescerne la fecondità.

L'alcool è causa precipua delle riforme per debolezza e per gracilità nelle truppe di Svezia, che si videro salire fin al 32% nel 1867 e calare al 28 nel 1868, dopo le buone leggi sull'alcool; nei dipartimenti francesi, che, per scarsezza di vino, abusan più di alcool, come Finistere, la gracilità dei coscritti da 32 sale a 155 (Lunier).

L'alcool agisce sulla statura. I grandi Wotjak, dopo l'uso della acquavita, son calati al disotto della media. E sotto i nostri occhi le bellissime valligiane di Viù perdettero dell'avvenenza e dell'imponente statura dopochè contrassero l'abitudine dell'acquavite.

Dopo ciò, non è meraviglia se esso abbia avuto un'influenza sulla vita media; sicchè invece d'esser l'acqua della vita, possa ben dirsi l'acqua della morte. I calcoli di Neison dimostrano che i bevitori hanno una mortalità almeno 3,25 maggiore degli astemi[64].

3. Pauperismo.—Tutto questo ci spiega, già in parte, come uno degli effetti più evidenti e fatali dell'alcool sia il pauperismo, ed in parte lo spiega il veder come da un padre alcoolista si dirama una progenie cieca, paralitica, zoppa, impotente, e che di necessità, se ricca, finisce ad impoverire, e, se povera, trova chiusa ogni fonte del lavoro. Peggio accade a coloro cui, direttamente, l'alcool rende paralitici, cirrotici, ciechi.

Vero è, convien subito confessarlo, che negli accrescimenti di salario (quando nel Lancashire crebbe il salario dei minatori da 5 a 8 e 11 lire, le morti per ubbriachezza da 495 salivano a 1304 e 2605; ed i delitti da 1335 a 2878 e 4402) crescono a dismisura gli ubbriachi, e quindi le loro male opere. Ma assai peggio accade quando cala il salario. Si beve alcool allora per sopperire alla mancanza di vesti e di cibo, per cacciare la sete, la fame ed il freddo; e l'alcool a sua volta rende sempre più impotente e più povero colui che lo usa e insieme sempre più avvinto al suo carro fatale. Sicchè l'alcoolismo è prodotto or dalla troppa or dalla poca ricchezza; ciò si vide ad Aquisgrana in cui crebbe l'alcoolismo quando s'elevarono a più di 1,25 i salari dal 1850 al 1860, ma più ancora dopo il 1874 quando la crisi americana fecevi chiudere 80 fabbriche e ridurvi il salario di un terzo; le famiglie povere crebbero da 1364 a 2255 (nel 1877), e le bettole da 183 a 305, le prostitute da 37 a 101, i matrimoni scemarono da 785 a 630 e crebbero i furti e gli incendi (Thun, Die Indust. in Nieder Rhein, 1870).

Nelle carestie del 1860 e 1861 in Londra si osservò che non uno dei 7900 membri della Società di temperanza aveva chiesto un sussidio[65]. Huisch osservò che ogni 100 sterline d'elemosina 30 passavano in acquavite; e Bertrand e Lee: che i comuni più decaduti erano quelli in cui crebbe smisuratamente l'uso dell'alcool, e in cui si aumentarono le osterie; una prova ne è pure la Slesia superiore, dove la miseria giunse fino alla morte per fame; e dove l'ubbriachezza imperversava fino a trascinare vacillanti gli sposi innanzi l'altare, ed i parenti dei neonati innanzi al battesimo, così da comprometterne fra i lazzi la vita. «Dove, scriveva un predicatore della Slesia, dove è intemperanza, segue, come l'ombra il corpo, la miseria e il delitto» (Baer, op. c.).

Già era stato notato come una delle cause delle divisioni coniugali e dei divorzi in Germania fosse l'ubbriachezza, che per lo meno vi conta nelle proporzioni di 2 a 6 per 100; ed è notorio come i figli dei divorziati e di secondo letto diano un forte contingente al delitto ed alla prostituzione.

4. Alcoolismo e crimine. Statistiche.—Dopociò è facile afferrare lo stretto nesso tra l'alcool e il crimine anche dal lato sociale come lo vidimo dal patologico (v. s.). Una prima prova ce ne offrono quelle statistiche che ci mostrano un continuo incremento del delitto nei paesi civili, incremento che il crescere delle popolazioni potrà giustificare solo per una quota del 18 al 16%, e che invece è troppo bene spiegato in certe direzioni dallo aumentato abuso degli alcoolici, salito appunto, in proporzioni analoghe a quelle del delitto.

In Inghilterra si consumavano: