In Francia il Guillemin calcola al 50% i rei in seguito all'abuso dell'alcool, e in Germania, il Baer al 41%.
La più grande proporzione di ubbriachi è data da quei dipartimenti in cui, per scarsa produzione di vino, sono consumati in più gran quantità gli alcools artificiali.
Il 73% dei rei italiani osservati da Marro, abusava dell'eccitamento alcoolico, e solo il 10% era normale.
Nella mia Centuria, il Rossi trovò l'ubbriachezza salire all'81% dei rei di cui il 23% l'erano fino da bambini 2 a 5 anni).
Vi è solo una differenza del 10% nella frequenza dell'ubbriachezza fra giovani ed adulti; su 100 ragazzi al disotto dei 20 anni, il 64% era già dato al bere, onde si scorge che il marcio data dall'infanzia.
Ma una prova più chiara ce ne diè il Ferri in questa tavola (V. Atlante) della criminalità in Francia in rapporto al vino ed all'alcool consumato.
È evidente come tra la linea del vino e del delitto corra un completo parallelismo, in quanto almeno concerne le grandi salienze (1850-58-65-69-75) e decrescenze (1851-53-54-66-67-73), salvo, come è naturale, il 1870, anno eccezionale di guerra, e in cui tacciono gli atti giudiziarî non militari, e salve parziali discordanze del 1876, che non saprei spiegare, non avendo ora le statistiche successive, e nel 1860-61, in cui per altro l'effetto del raccolto vinicolo sembra soltanto spostato di un anno.
Il parallelismo riesce tanto più curioso e singolare, poichè gli autori francesi ed inglesi pretendevano addossare questa influenza fatale solo all'alcool e non al vino, tanto che, come vedremo, si propose di facilitare la diffusione maggiore del vino nei paesi resi da quello più proclivi al delitto. Ora dalla nostra tavola grafica e dalle statistiche si deduce che il rapporto dell'alcool consumato cogli omicidi e ferite non è così evidente come quello del vino, se non negli anni 1855 al 1858 e 1873 al 1876. E ciò ben si comprende, perchè le risse nascono più facili nelle osterie che dagli acquavitai, dove la dimora è troppo breve per dar luogo a litigi.—Un'altra prova di ciò ci offre l'osservazione del giorno e del mese in cui più spesseggiano i delitti, e son quelli in cui più si abusa del vino. Così Schroeter (Jahrb. des Westph. Gefangnissen, 1871) ci rivela come in Germania: su 2178 delitti, il 58% avveniva il sabbato sera, la domenica 3%, e il lunedì 1%; prevaleva in quei giorni, nella proporzione dell'82% i rei contro il buon costume, ribellione e incendi; e in quelli del 50% i rei di destrezza.
Anche in Italia, nel solo anno 1870, in cui se ne tenne nota, si riscontrava altrettanto[66].
E quel che è più curioso, in Francia, il Ferri trovò che mentre i reati in genere contro le persone dal 1827 al 1869 calano rapidamente dopo l'agosto fino al dicembre, le ferite e percosse gravi, invece, mostrano una recrudescenza ben spiccata nel novembre, epoca vicina alla confezione del vino nuovo, e notisi che si tratta delle sole ferite gravi giudicate nell'Assise (Vedi Atlante) e non di quei ferimenti che si giudicano dai tribunali, e sono i più frequenti risultati delle risse d'osteria.