Dixon trovò un solo paese in America che da anni va esente da crimini, S. Johnsbury, malgrado sia popolatissimo di operai; ma questo paese adottò per legge la proibizione assoluta delle sostanze fermentate, birra, vino, che vengono somministrate, come i veleni, dal farmacista, dietro domanda in iscritto del consumatore e con assenso del sindaco, che però appende il nome del reprobo in pubblico albo.
5. Azione.—E ciò è naturale, perchè tutte le sostanze che hanno virtù d'irritarci in modo anomalo il cervello, ci spingono più facilmente al delitto ed al suicidio come alla pazzia, con cui assai spesso si confondono in un inestricabile intreccio.
Si è notato, persino, questa tendenza nei Medggidub e Aissaoui, i quali, non avendo narcotici, si procuravano l'ubbriachezza col continuato movimento del capo. Son uomini, dice il Berbrugger (Algérie, 1860), pericolosi, feroci e con tendenze al furto.—Anche i fumatori d'oppio sono presi spesso da furore omicida; sotto l'uso dell'haschisch Moreau si sentì attratto al furto.
E peggio fa il vino; e ancor peggio l'alcool, che si può dire vino concentrato, quanto all'attività venefica: e peggio ancora quei liquori d'assenzio, di vermouth, che, oltre all'alcool puro, contengono droghe intossicanti i centri nervosi.
Neuman nel 1879 mostrò come l'alcool agisca, alterando l'emoglobina, e diminuendo di 1⁄4 nei globuli la capacità per l'ossigeno, provocando afflusso attivo delle membrane e della corteccia cerebrale; donde una dilatazione vagale, una paralisi delle fibre muscolari delle pareti vasali ed edema; ed infine degenerazione grassa delle cellule nervose irritate.
Kräpelin[67] dimostrava che da 30 a 45 grammi d'alcool etilico assoluto rallentano e paralizzano dal più al meno tutte le funzioni mentali: lo intorpidimento—che rassomiglia nei suoi effetti alla fatica fisiologica—va aumentando col crescere della dose d'alcool assorbita: cioè dura da 40 a 50 minuti per piccole quantità—da 1 a 2 ore per quantità più forti: nelle dosi minime, il rilassamento paralitico delle funzioni mentali è preceduto da un periodo maggiore di attività o di accelerazione, che dura al massimo dai 20 ai 30'. Ma egli ha inoltre dimostrato che l'azione dell'alcool non è la stessa su tutte le funzioni psichiche: che se si ha un passeggero acceleramento nella innervazione motrice, le funzioni intellettuali, quali l'appercezione, la concezione delle idee, le loro associazioni, ed il lavoro intellettuale di combinazione, sono rallentate e sulle prime, anzi, arrestate, anche dalle dosi più piccole d'alcool. Altrettanto dicasi per ciò che riguarda le sensazioni. Ne segue che il periodo iniziale di eccitamento prodotto dalle piccole dosi di alcool non è che una specie di fuoco d'artificio, dovuto al concorso di parecchi fattori; specie dall'aumento delle associazioni esterne di idee—(associazioni di parole, di sensazioni, ecc.) a danno delle associazioni interne—associazioni logiche e più profonde.
Sotto l'azione delle grandi quantità (ubbriachezza) l'eccitamento dell'innervazione motrice è causa dell'illusione di forza che hanno tutti gli ubbriachi e di tutte le loro azioni brutali e sconsiderate. L'alterazione portata all'associazione delle idee spiega la volgarità dei loro discorsi, le ripetizioni continue di triviali banalità, gli alterchi, gli scherzi sciocchi. L'effetto esilarante dell'alcool si spiega esso pure coll'accelerazione psico-motrice iniziale che arresta le inibizioni mentali dolorose; ma rimane pur sempre che esso, anche nelle dosi più piccole, paralizza od indebolisce immediatamente le funzioni intellettuali superiori.
L'alcool, dopo aver perciò eccitato, indirizzato nella via del delitto la sciagurata sua vittima con atti istantanei ed automatici, ve la mantiene ed inchioda, per sempre, quando, rendendola un bevitore abituale, ne paralizza, narcotizza i sentimenti più nobili, e trasforma in morbosa anche la compage cerebrale più sana: dando una dimostrazione, pur troppo sicura, sperimentale, dell'assioma che il delitto è un effetto di una speciale, morbosa condizione del nostro organismo; tale è, in questi infelici, quella sclerosi (ispessimento del connettivo) che colpisce il cervello, il midollo ed i gangli, come ed insieme a quella che colpisce il rene ed il fegato, ed in essi si esplica col delitto, come negli altri, colla demenza o coll'uremia o coll'ictero, e ciò secondo che colpisce più un organo che l'altro, o più una parte che l'altra dell'organo stesso. E qui le prove sovrabbondano. Non è molto rinvenni alle carceri un singolarissimo ladro, P..., che si vanta con tutti di esserlo, ed anzi, non sa più parlare se non nel gergo dei ladri, suoi degni maestri; eppure, nè l'educazione, nè la forma cranica ci dava l'indizio della causa che ve lo spinse; ma noi presto ne fummo in chiaro, quando ci narrò che egli ed il padre suo erano bevoni. «Vedano: io fin da giovinetto mi innamorai dell'acquavite, ed ora ne bevo 40 od 80 bicchierini, e l'ebbrezza di questa mi passa bevendo due o tre bottiglie di vino»; come si vede nella storia che ne pubblicò nel mio Archivio il Collino (Archivio di psichiatria e scienze penali, 1880).
E non solo i beoni abituali sono immorali e generano figli pazzi, o delinquenti, o con precoci libidini (Ann. Méd-Psyc., 1877), il che ci verrà dimostrato dalla storia degli Juke; ma l'ubbriachezza acuta, isolata, dà luogo a delitti. Gall narra di un brigante, Petri, che, appena beveva, sentiva nascersi le tendenze omicide; e di una donna di Berlino, a cui l'ubbriachezza suscitava tendenze sanguinarie.
L'alcool è causa di delitti, perchè molti delinquono per poter ubbriacarsi; perchè molti sono tratti dall'ubriachezza al delitto, oppure nell'inebbriamento si procurano prima, i vigliacchi, il coraggio necessario alle nefande imprese, e poi l'amminicolo ad una futura giustificazione, e colle precoci ebbrezze seduconsi i giovinetti al crimine; ma più di tutto perchè l'osteria è il punto di ritrovo dei complici, il sito dove non solo si medita, ma si usufrutta il delitto, e per molti questa è abitazione e banco pur troppo fedele. In Londra nel 1880 si contavano 4938 osterie ove entravano solo ladri e prostitute.