Menzogne. — Giova pur ricordare l'impressione che Colombo fece su Giovanni II di Portogallo, quando gli presentò il suo progetto: Quella d'un "chiacchierone ampolloso", secondo ne scrisse il Barros, il Tito Livio portoghese. Né invero a torto; infatti egli affermò, sia pure facendo una di quelle transazioni di coscienza, non rare nel medio-evo, di non essere il primo ammiraglio della sua famiglia, mentre così fresche nella sua memoria dovevano essere le sue origini più che modeste.

Nelle sue corrispondenze ufficiali continuò sempre a mentire, dicendo d'aver trovato abbondanza di spezie e fiumi da cui si traeva l'oro; e mentì quando affermò aver navigato tutto il Ponente ed il Levante: mentiva quando affermava che per 7 anni tutto il mondo l'aveva respinto, che fu l'oggetto delle risa di tutti, che solo un povero monaco ebbe pietà di lui, mentre il Duca di Medina aveva disposto di fornirgli 4000 ducati e 2 navi, ma sospese la spedizione per far piacere alla Regina che voleva esserne l'iniziatrice, come prova una lettera del Duca al Re[10]; anche Diego de Deza, vescovo di Zamora, precettore dell'erede del Re, lo protesse continuamente, e così Faraveggia Quintane, Talavera, come dimostrò assai bene l'Harrisse (Cristophe Colomb devant l'histoire).

E questo suo abito della menzogna spavalda ed ignorante era diventato proverbiale nel Portogallo; tantochè, quando egli approdava dall'America la prima volta, non vi credettero affatto; e il Re stesso di Portogallo, diffidandone, volle, con un ingegnoso espediente, sapere dagli stessi indigeni la verità.

Delirio. — La nettezza, dice giustamente il De Lollis, con la quale egli aveva formulato il suo progetto, la costanza più che decennale, nel sostenerlo, la cura minuziosa nel redigere i capitolati dell'impresa col Principe, la ostinazione con la quale egli ricusò sempre di modificare, pur leggermente, le condizioni da lui poste, tutto ciò dimostra più che la convinzione dell'uomo medio, la visione materiale della meta, come solo, aggiungo io, il paranoico può averla.

Del resto, il delirio alla prima occasione grave si manifestò chiaramente. Tornato dall'ultimo viaggio, i mali trattamenti del Bobadilla e le disgrazie enormi della traversata e della dimora alla Giamaica, dove si trovò su due magre caravelle quasi abbandonato ed in pericolo di morire di fame, acutizzarono la paranoia persecutiva e insieme anche religiosa. E l'acutizzarsi del delirio provocò una allucinazione in cui, come nei sogni dei paranoici, alle immagini di dolore presente ed urgente subentrano altre, rosee e lusinghiere. Egli racconta che mentre tanto soffriva, quando stava ancorato presso al fiume Betlen, sulla costa di Veragua, ebbe una visione che lo mise in comunicazione con Dio e lo sollevò all'altezza di Mosè e di Davide, i prediletti servi del Signore d'Israele.

Una voce divina gli gridò: "O stolto e tardo a credere e a servire il tuo Dio, Dio di tutti, che cosa fece egli di più per Mosè o per Davide, suo servo? dacchè nascesti, sempre egli ebbe gran cura di te. Quando egli ti vide giunto all'età che gli apparve conveniente, meravigliosamente fece risuonare il tuo nome pel mondo. Non temere, tutte queste tribolazioni rimangono scritte sul marmo e non senza causa". Questa voce non poteva, a suo credere, esser che quella di Dio: quantunque egli non osi confessarlo troppo chiaramente: e misteriosamente scrivesse: "Così finì egli di parlare chiunque, poi si fosse".

Meglio ciò si vede nelle lettere a donna Giovanna della Torre, quando sbarcò a Cadice incatenato: "Del nuovo cielo e terra che prefetizzarono Isaia prima e poi S. Giovanni nell'Apocalisse, nostro Signore mi fece messaggero additandomi la loro postura".

Ma dello acutizzarsi di quella convenzione psicopatica lasciò un più completo documento nel Libro de las Profecias, compilato nel 1501, dove, certo trascinato come tanti paranoici, dal bisticcio col suo nome, (v. s.) riavvicina la propria sorte a quella di Cristo, che sofferse la croce per l'umanità redenta, così come egli subì l'onta delle catene per avere reintegrato l'umanità nel possesso del nuovo mondo.

Nella prima parte del Libro de las Profecias, si trovano riuniti i passi delle Sacre Scritture nei quali è profetizzato il trionfo universale del Dio d'Israele: e son raccolti tutti i passi della Bibbia dove si parla di isole che in remote plaghe dell'oceano attendono la voce del Signore.

Nella seconda: trovi tutti i passi che descrivono le tragiche vicende di Gerusalemme; nella terza i vaticini della fine del mondo e dell'avvento dell'Anticristo; nella quarta le sfolgoranti allusioni ai tesori dell'Oriente, ai blocchi d'oro e d'argento di Tarsi o di Ofir.