Nel gennaio 49: "Anima mea contristata est valde (questa frase ricorre in numerosissime lettere con notevole frequenza)."

Al Bertani (marzo 50): "Non mi dilungo più, perchè mi domina l'umore nero, e non vorrei trasmettertelo..."; — e in altra lettera: "io sono accostumato a nutrirmi di veleno a guisa di Mitridate."

Al Mangini (50-51): "Io anzichè lagnarmi desidero che questi segni di distruzione spesseggiassero e portassero il loro fine."

Al Puccini (agosto 51): "So che questo stroppio ti è caduto addosso per farmi servizio.... la disgrazia non mi si concentra dentro, ma si spande su le persone che mi amano."

Al Chiarini: "Mi sfogo arrampicandomi per pendici, per vedere, non fosse altro, se sdrucciolando mi fiaccassi il collo."

Misticismo. — In alcuni dei passi sopra riferiti si nota, oltre al delirio melanconico, anche un certo misticismo, che lo spinge a credere sè stesso preso di mira da maligni influssi emananti quasi da un occulto potere. Mondolfo (o. c.) crede troppo sincera questa fede; ma certo al misticismo egli era naturalmente inclinato e fin dall'infanzia amava darglisi in balìa; credeva ai cattivi augurî, alle predestinazioni, alle iettature etc., e se ne credeva a sua volta colpito.

Ricordisi il fatto, narrato nelle Note, di quel suo amico che volle entrare in una bara, e pregato da lui ad uscirne, perchè era cosa di cattivo augurio, lo derise: un mese dopo era morto. E meditinsi questi passi delle lettere: Al Puccini (febb. 46): "Voi mi mandate un mazzo di fiori. I fiori vengono guasti, sfrondati e fracidi; e va bene. E non sapete voi che una benedizione diretta a me a mezza via diventa una maledizione? Che cosa m'importa? Quasi ho piacere di provare sopra di me fin dove possa giungere il caso o la intelligenza maligna per contristare un'anima o un corpo sensitivo."

Al Bertani (maggio 50): "Domani ti narrerò una cosa sorprendente che mi è stata fissa tutta la notte nel capo." E il 3 giugno: "Ecco quanto voleva dirti... Tutti i popoli hanno creduto alle apparizioni e per conseguenza ai presagi.... Se ti dovessi annoverare gli uomini illustri che pur vi crederono, io non così per tempo verrei alla fine del novero.... Ogni famiglia in Lamagna ha un genio particolare."

"Poesie! Fole da romanzi! No.... Dicono che una larva governa i destini degli Hohenzollern. Nella notte del 10 aprile la larva comparve... l'avventura fu narrata nel 17 maggio nel Dèbats.... E nel 22 maggio ecco l'assassino Stofflege tirare una pistolettata al re di Prussia. Non ti pare evento da fare impressione? E a Mozart non fu in pari modo presagito il suo fine? Questo voleva dirti, niente più, e aggiungerti che, tradotto in questo albergo di facinorosi, ladri, assassini (le Murate di Firenze), quando volgendo da ogni parte lo sguardo mirai le cime dei cipressi disegnarsi nel cielo, sentii il presagio e lo accolsi. E la bara dei ladri avrà pure il mio corpo, e a Trespiano ignorata sepoltura. E fisso, lo sento qui."

Allucinazioni. — Non sono infrequenti, in chi è dominato dai deliri e dal misticismo, le allucinazioni: ora ne ebbe il Guerrazzi? Se si sta alle sue parole, parrebbe di sì almeno le ipnagogiche.