La coesistenza di un uso così strano fra razze così diverse e lontane, Semiti, Caucasei, Camiti, accenna ad una causa più profonda e fisiologica che non sia quella della religione, la quale risultante com'è dei sentimenti del popolo, più su loro si modella che non ne resti modellata, e non è quindi mai uniforme.

È fra le tendenze invece più caratteristiche delle razze umane l'abbisognare di quegli artificiali eccitamenti del cervello, che noi chiamiamo inebbriamenti e crescono in numero e finezza coll'aumentare dell'evoluzione. Le più strane sostanze vennero — come vedremo (pagina 244) — dall'uomo a questo scopo adoperate: il vino, l'alcool, il manioc, la noce di kola, la saoma, la ghee, la birra, l'oppio, fino l'acido lattico e acetico (Tartari), fino le iniezioni per le nari del niopo nel Kamtskàtka.

Popoli che per le particolari condizioni di selvatichezza, come i Negri e gli Aissaui, o per leggi (Maomettani) non possono usare degli alcoolici, nè di analoghe sostanze, vi supplirono col movimento laterale del capo, il più selvaggio modo di ubbriacamento che sia possibile.

È certo, infatti, che quel movimento laterale del corpo e del capo produce una congestione cerebrale. Ognuno che ne faccia l'esperimento per qualche minuto ne sarà più che sicuro. — Si trovano, per esempio, negli Annali di medicina (1858) registrati casi d'apoplessie e di vertigini cerebellari in seguito a simili movimenti.

Una volta scoperto come si ottenessero con queste pratiche l'ebbrezza e le convulsioni, stati così anomali da non potersi interpretare da popoli primitivi se non come invasamento degli Dei, come una nuova, una seconda personalità che pareva loro sacra, applicarono tali pratiche per mettersi in comunicazione cogli Dei, allo stesso modo come si servivano degli epilettici veri o dei pazzi e, più tardi, degli intossicati o inebbriati.


3. Più frequentemente, infatti, ricorsero alle sostanze inebbrianti; i sacerdoti antichi, che primi avvertirono l'azione stimolatrice della mente delle bevande fermentate, le presero prima per sè, dichiararandole sacre, come per la stessa causa dichiararono sacra l'epilessia.

La leggenda afferma che la vite, è nata da una goccia di sangue divino caduta in terra; il meth, bevanda della Saga nordica, dal sangue del Quasio, il più savio degli Dei; Dei furono Lieo, Osiride, Dionisio, inventori della vite ed iniziatori della civiltà. Bacco è il Dio salvatore, il Dio Mago, il Dio Medico, ed ancora lasciò traccia della sua grande influenza nella bestemmia: Sangue, corpo, di Bacco! Gli Egiziani (Erode II) non permettevano il vino che ai sacerdoti. Il vino entra come liquore sacro nella liturgia, nelle libazioni e abluzioni.

Il sacerdote indiano è detto bevitor di Saoma[146]; al succo dell'Asclepias fermentato, alla Saoma, egli attribuiva l'ispirazione poetica, il coraggio degli eroi e la facoltà di immortalare la vita (amrita, d'onde abrotos, come si disse poi, acqua della vita, l'alcool). Nel Rig-Veda, VIII, pag. 48, si legge: "Noi abbiamo bevuto la Saoma; divenimmo immortali; entrammo nella luce".

Nel Yacna di Zoroastro il succo dell'Haoma, che è tutt'uno della Saoma, "allontana la morte".