[53] Ivi Cap. 11. Tiberio dovendo usare la parola monopolium ne domandò perdono: e in un decreto essendosi adoprato emblema volle, che se ne sostituisse un'altra, che fosse latina, e non trovandosi si esprimesse pluribus et per ambitum, con più lungo giro di parole. Non sarebbe difficile l'aggiugnere più altre autorità somiglianti.
[54] Ivi Cap. 10.
[55] Ivi Cap. 12.
[56] Ivi
[57] Conte Napione luog. cit. T. 2.
[58] Rosini risposta ad una lettera del Cav. Vincenzo Monti Pisa. 1818. Risposta del medesimo ad una lettera del Sig. Conte Galeani Napione di Cocconato. Ivi 1818. Nicolini Discorso.
[59] Fantuzzi Scritt. Bol. T. 6. p. 181.
[60] Sarebbe però desiderabile, che almeno le leggi, gli editti, e in una parola tutto ciò che si stampa a nome di chi governa fosse purgatamente scritto. Ma per grande sventura sì fatte cose si vedono sovente in modo al tutto barbaro. Vuolsi però dar molta lode al Signor Conte Vaccari, il quale mentre era in Milano Ministro degli affari interni volle porre qualche riparo a questo obbrobrio, ed esortò il Signor Giuseppe Bernardoni a compilare un elenco d'alcune parole oggidì frequentemente in uso, le quali non sono ne' vocabolarj Italiani. Questo elenco fu stampato a Milano il 1812.
[61] Avv. T. 1. lib. 2. Cap. 10.
[62] Cort. Reg. ed Oss. della ling. Tosc. lib. 2. Cap. 17.