—Il signor Basilio, quello che sta in via del Teatro vecchio da' Lavatoi; quello che ci aiuta nelle nostre speculazioni mercantili e compra la roba buscata.

—Bau!

—Sentite, costui mi fece mille smorfie. «Topo, Topino, mi diceva, hai a voler bene a questa creatura; vi somigliate come due gocciole d'acqua.» E non minchiono, gli risposi, e' mi pare che assomigli a V.S. «Sarà, disse il signor Basilio, ma la bimba l'hai a tener per te.»

—Per mene? Che mi caschi la testa! e dove l'ho i quaini? «A questo ci penso io»; e senza far altri discorsi, mi pianta lì sul tavolino la borsa zeppa di francesconi. Maramau! dissi allora fra me, ho capito, ho inteso; e presi la bimba fra le braccia. Oh che bella creatura! mi messi a di'; è proprio un gioiello; tienne di conto, moglie mia, sarà la nostra fortuna. Quel signore se ne andò, e ogni mese mi portava la solita borsa di francesconi. Ma una cosa mi scordava di dirvi, cari amici; quel signore prima di levarsi di torno mi fece un par d'occhiacci e mi disse: «Senti, Topo, con me guadagnerai dimolto, ma bada, potresti perder tutto.» In che maniera? ripresi io meravigliato. «Se mai t'azzardassi di parlare o riconoscermi in pubblico, bada bene; non ci siamo visti.» Ho capito, gli risposi, basta che vengano i quaini, quando vi vedo, farò conto di vedè Pitena*. «Benissimo: così mi piace, non voglio ringraziamenti del bene che faccio, non deve saperlo nessuno.» Che birbone! esclamai quando se ne fu ito, e pare un Agnus Dei. E allora aveva venti anni, figuratevi quando sarà vecchio; da quel giorno in poi siamo sempre stati amici.

* Frase sconcia per denotare persona di nessun conto.

—Ma, dissero i camerati, e perchè mettesti poi fuori la bambina?

—Gua', dopochè morì la moglie, lui non volle pensare a niente, anzi era un anno che la mi' donna campava la bimba del suo, e sapete? colle limosine.

—Colle limosine?

—Sì: era diventata vecchia, vecchia in gioventù, e non aveva più di ventisette anni. Gran brutta cosa che sono i peccati!

—Ma il signor Basilio?…