—L'ho adocchiato nel sortire del veglione e mi preme, m'intendete…

—Ho capito.

La persona immascherata pareva ossessa; non aveva membro che le stesse fermo, dalla visiera le partivano lampi dagli occhi, un'impazienza diabolica lo agitava.

La povera Angiolina, sentendosi destare a quell'ora dopo i proponimenti fatti, si mise a piangere; eppure, e pur troppo per sua disgrazia, doveva obbedire.

—Angiolina, Angiolina! urlò con voce diabolica Vascello; Angiolina, perd…. sali su; vi è un signore che vuol parlarti.—

La fanciulla, assuefatta a tremare alla voce della padrona, cintasi alla meglio una gonnella e gettatasi sulle spalle una sciarpa che le lasciava seminude, entrò nella stanza. Nella negligenza dell'abbigliamento spiccavano più perfette quelle angeliche forme. L'uomo immascherato la fissò con visibil piacere.

Angiolina mirò, con ribrezzo impossibile a descriversi, colui che sapeva averla ricercata; ad un cenno della padrona, essa fu accanto all'uomo immascherato, che pose una mano ardente come fuoco in una delle sue come gelo.

—Signore, non volete levarvi la visiera? dissegli Vascello.

—È certo un Inglese, riprese Narciso, non lo interrogate; è avaro della parola, o forse non intende la lingua nostra, ma noi intendiamo i suoi zecchini, due per voi e uno per me.

Will you drink? disse la Vascello in cattivo inglese.