E in così dire si trasse dal seno un lucidissimo stile brunito.
L'incognito a tal vista indietreggiò.
—Ah! bella bambina, siete anco armata? soggiunse, quindi, come deridendola: e credete voi ch'io abbia paura di quel ferro nelle vostre piccole mani? riponetelo, imparate ad esser più gentile; questo è un tratto da novizia.
—Novizia? ah lo fossi! lo volesse il mio destino! Ma no, sappiatelo, uomo ostinato, sappiatelo, io non son novizia; ho passato la lunga trafila de' guai e dell'abiezione, tardi ho conosciuto l'abisso in cui son precipitata, tardi l'onor mio…. Ma, nello stato passivo in cui sono piombata, posso anche volere e voglio; questa volta me ne dà la spinta la vostra maschera.
—Io perdo la pazienza; ripetè l'immascherato fremendo.
—Ed io l'ho perduta.—E così dicendo, avventatasi all'uomo, gli strappò la maschera dal volto e la gettò sul pavimento.
—Sciagurata!—urlò l'incognito.
—Che vedo mai! gridò Angiolina, signor Basilio!
—Mi conoscete voi? Oh rabbia! a bassa voce mormorò l'incognito scoperto: che dirà il mondo?
—Dirà che siete quell'ipocrita che in realtà voi siete, quell'ipocrita che….
—M'insulti?…